Osteopati nel Servizio sanitario nazionale, il decreto sulle equipollenze apre una nuova fase

Il provvedimento è ormai in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Longobardi (ROI): «Si apre una nuova fase per l’integrazione dell’osteopatia nel SSN»

Il decreto sulle equipollenze in osteopatia è ormai a un passo dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, già firmato dal Ministro della Salute, controfirmato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e registrato dalla Corte dei Conti, è uno dei passaggi più attesi dalla comunità osteopatica italiana e apre la strada al pieno riconoscimento della professione sanitaria.
L’annuncio è arrivato nel corso dell’11° Congresso nazionale del Registro Osteopati d’Italia (ROI), quando Cristina Rinaldi, della Direzione Generale delle Professioni Sanitarie del Ministero della Salute, ha comunicato che la pubblicazione del decreto è imminente.

La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è imminente: aprirà la strada al pieno riconoscimento della professione sanitaria di osteopata

La pubblicazione del decreto consentirà il riconoscimento dei titoli pregressi, l’attivazione degli elenchi speciali a esaurimento, l’istituzione dell’Albo professionale e il pieno riconoscimento della figura dell’osteopata all’interno del sistema sanitario italiano. Avrà ricadute importanti anche sul versante accademico. Darà infatti impulso alla formazione universitaria, all’attuazione delle misure compensative previste dall’accordo sulle equipollenze e all’inserimento dei docenti delle discipline caratterizzanti nei corsi di laurea. Un passaggio rilevante per gli atenei che hanno già avviato, o si preparano ad attivare, il corso di laurea in osteopatia.

ROI: «Una notizia attesa da anni»

«L’annuncio dell’imminente pubblicazione del decreto è una notizia attesa da anni da tutta la nostra comunità professionale» ha dichiarato Mauro Longobardi, Presidente del ROI (Registro Osteopati d’Italia). «Desideriamo ringraziare il Ministero della Salute, le istituzioni coinvolte e tutti i soggetti che hanno contribuito al completamento di questo percorso, che apre finalmente una fase nuova per l’osteopatia italiana. Oggi l’obiettivo non è solo finalizzare il percorso di regolamentazione della professione, ma anche promuovere un’integrazione sempre più concreta dell’osteopata all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, valorizzando il suo contributo in tutti i livelli della prevenzione, il dialogo transdisciplinare con le altre professioni sanitarie, l’eccellenza della formazione e il passaggio ai corsi di studi universitari.

Diego Catania e Mauro Longobardi

Entreremo nella Federazione delle professioni sanitarie, che sarà tra l’altro l’organo che gestirà questo processo di regolamentazione dei professionisti tramite il percorso degli elenchi speciali. Abbiamo però un’area di identità ben precisa, che è l’area della prevenzione, all’interno della quale abbiamo un ruolo chiaramente clinico. Affronteremo quindi l’area della prevenzione primaria e tutto il suo percorso e continuum, dalla prevenzione primaria alla quaternaria, andando a definire, all’interno del sistema sanitario nazionale, anche i rapporti con le altre professioni sanitarie. Adesso gli osteopati lavorano quasi esclusivamente nel privato, quindi ci sarà bisogno di integrarsi, e il tema del congresso è proprio questo» aggiunge Longobardi a TrendSanità.

L’università pronta alla sfida

Alla tavola rotonda hanno partecipato rappresentanti del Ministero della Salute, del Consiglio Universitario Nazionale, di AGENAS e delle principali federazioni delle professioni sanitarie, a conferma del crescente interesse istituzionale nei confronti dell’osteopatia e del suo inserimento nel sistema sanitario. «Con la fine del percorso regolatorio e il pieno riconoscimento della figura professionale dell’osteopata, la formazione universitaria entra a pieno titolo come percorso abilitante alla professione» ha dichiarato Daniele Gianfrilli, Segretario del Consiglio Universitario Nazionale. «Il sistema universitario è pronto ad affrontare questa sfida, garantendo standard elevati di qualità sia sul piano teorico sia su quello pratico».

Lorena Martini, Direttore della UOC “Formazione ECM” di AGENAS, ha spiegato: «L’integrazione dell’osteopatia nella pratica clinica dei professionisti sanitari non implica una sovrapposizione di ruoli, ma si fonda su un modello collaborativo orientato alla centralità del paziente. C’è spazio per tutti, ma occorre stare dentro una rete per rispondere ai bisogni dei pazienti e promuovere un cambiamento culturale».

Lavorare in équipe permette di migliorare l’efficacia degli interventi, ridurre il rischio di trattamenti frammentati e favorire una visione più completa delle problematiche funzionali

Verso l’istituzione dell’Albo

Secondo Diego Catania, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP, l’imminente pubblicazione del decreto segna l’avvio di una nuova fase ordinistica. «Siamo alla vigilia dell’istituzione presso gli ordini territoriali delle future commissioni d’Albo degli osteopati, un momento storico per una professione sanitaria che ha lottato tanto per essere riconosciuta» ha dichiarato. «Gli osteopati hanno percorso tutto il cammino previsto dall’iter. Attendiamo ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto per procedere all’istituzione degli elenchi speciali ad esaurimento degli osteopati all’interno degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Dall’ingresso nell’elenco speciale il professionista avrà sei anni per completare il percorso per ottenere il titolo abilitante riconosciuto dallo Stato».

Cristina Rinaldi e Mauro Longobardi

Catania aggiunge poi a TrendSanità «stiamo assistendo a un’evoluzione importante delle professioni sanitarie. Il sistema salute non può più essere pensato per compartimenti stagni, il futuro è nella collaborazione tra professionisti diversi, ciascuno con le proprie specificità ma anche con competenze e aree comuni di integrazione. È un’evoluzione necessaria, perché il sistema stesso ci chiede di lavorare in modo sempre più coordinato, anche alla luce dell’approccio One Health e delle sfide legate alla prevenzione, agli screening e alla presa in carico della salute».

Integrazione e collaborazione interdisciplinare

Uno dei temi centrali del congresso è stato il ruolo dell’osteopatia all’interno di un modello di cura sempre più integrato e orientato alla collaborazione tra professionisti.
«Ritengo che le nostre professioni potranno collaborare proprio grazie al ruolo che svolgeranno le due federazioni» ha affermato Angelo Giovanni Mazzali, Tesoriere della Federazione Nazionale Ordine dei Fisioterapisti Italiani. «Il futuro richiederà sempre di più capacità di integrazione e di confronto interdisciplinare, una collaborazione fondata sulla chiarezza dei ruoli. Occorre garanzia delle competenze, codice deontologico e sicurezza delle cure. I confini dell’interdisciplinarità devono essere chiari per la tutela della persona assistita. La chiarezza dei ruoli non è corporativismo ma tutela per il cittadino».

La formazione come investimento strategico

«La formazione è una risorsa strategica per la tutela della salute» ha dichiarato Tiziana Rossetto, Presidente della Commissione di Albo Nazionale dei Logopedisti. «Questa nuova professione che si affaccia nel panorama sanitario, dopo aver completato il proprio percorso normativo e aver definito il quadro giuridico di riferimento, è ora chiamata ad affrontare una nuova sfida: investire con grande impegno nel percorso formativo. Dominio cognitivo, titolo abilitante e codice deontologico sono essenziali per inserirsi in percorsi di cura validati scientificamente. Serve disponibilità a collaborare e mettere in atto buone pratiche al di là dei paletti, vedere cosa possiamo fare insieme».

La formazione è una risorsa strategica per la tutela della salute

A chiudere il confronto è stata Daniela Addis, Presidente della Commissione di Albo Nazionale degli Assistenti Sanitari. «Costruire un sistema capace di anticipare i bisogni, anziché rincorrerli, è oggi una responsabilità condivisa. Solo attraverso la prevenzione e l’integrazione sarà possibile affrontare in modo adeguato le sfide che abbiamo di fronte».

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Ivana Barberini
Ivana Barberini
Giornalista specializzata in ambito medico-sanitario, alimentazione e salute