Sanità digitale: ASSD rilancia governance, competenze e usabilità al centro della trasformazione

ASSD ha partecipato a ExpoSanità 2026 con uno stand dedicato e con l’evento “Sanità digitale: competenze, governance e centralità della persona”, che ha riunito rappresentanti del mondo universitario, clinico, istituzionale e associativo per un confronto sulle priorità della trasformazione digitale in sanità.

I lavori si sono aperti con la presentazione del nuovo Comitato Tecnico-Scientifico (CTS) ASSD, introdotta dalla Presidente Laura Patrucco insieme al Vicepresidente Antonio Bortone.

Il CTS – composto da Rossana Berardi, Monica Calamai, Fidelia Cascini, Anna Crescenzi, Diana Ferro, Mauro Grigioni, Paolo Locatelli, Paolo Petralia, Alessandro Stecco e Silvia Stefanelli – rafforza il ruolo dell’Associazione come piattaforma di raccordo tra ricerca, professioni sanitarie, istituzioni e comunità, con l’obiettivo di accompagnare l’innovazione digitale attraverso competenze, consapevolezza e capacity building.

Sanità digitale e progettazione centrata sull’utente

Nel corso della mattinata è stata affrontata la tematica della sanità digitale accessibile, con un focus sull’usabilità delle tecnologie e sui modelli inclusivi di adozione. In questo contesto è stata presentata l’esperienza del USABILITY Lab Village Sanità Digitale, illustrata dal Prof. Giandomenico Nollo, Presidente della Società Italiana di Health Technology Assessment (SIHTA) e Responsabile del Lab Village per lo Spoke 2 del progetto iNEST.

«La sanità digitale richiede modelli di progettazione partecipata, capaci di coniugare innovazione tecnologica, bisogni clinici, centralità del paziente e sostenibilità di sistema, all’interno di quadri normativi molto stringenti», ha sottolineato Nollo, richiamando l’importanza di un approccio by design fondato su usability e HTA.

Competenze, governance e rischio disuguaglianze

Ampio spazio è stato dedicato alla tavola rotonda “Sanità digitale tra innovazione, usability e responsabilità”, che ha affrontato il rischio di nuove disuguaglianze, la formazione continua dei professionisti, la governance dei dati, l’interoperabilità e la sostenibilità dei progetti di innovazione.
Sono intervenuti Roberto Triola (Farmindustria), Diego Catania (Presidente FNO TSRM PSTRP) e i membri del CTS ASSD.

«Dopo una fase di forte sviluppo tecnologico, è il momento di investire sulle competenze dei professionisti chiamati a governare questi sistemi», ha dichiarato Diego Catania, sottolineando la necessità di rafforzare la formazione, l’adeguamento dei percorsi universitari e lo sviluppo di capacità di gestione e analisi del dato, anche attraverso processi di coprogettazione con tutti gli stakeholder.

La mattinata si è conclusa con l’intervento “Digital Twin in sanità: siamo pronti?” di Guido Fabbri, membro del Direttivo ASSD, che ha aperto una riflessione sulle prospettive cliniche, tecnologiche e regolatorie di questi strumenti e sul loro impatto nei processi decisionali.

CTS ASSD: dati, interoperabilità e valore della sanità digitale

Nelle dichiarazioni del neo Comitato è emerso il ruolo centrale dei dati come infrastruttura abilitante della sanità digitale e condizione essenziale per la generazione di valore clinico e organizzativo.

«Il valore della sanità digitale si realizza quando i dati sono di qualità, interoperabili e realmente nella disponibilità di cittadini e professionisti. In questo modo, il digitale può generare evidenza scientifica e diventare una leva concreta per sistemi sanitari più equi, resilienti e sostenibili» ha sottolineato Fidelia Cascini.

Sulla stessa linea, Diana Ferro ha evidenziato la dimensione sistemica e relazionale della trasformazione digitale: «La sanità digitale non è solo tecnologia, ma un nuovo patto di fiducia tra dati, clinici e pazienti. Modelli interoperabili, sicuri e orientati alla persona permettono di trasformare i dati in evidenza, migliorando qualità, equità e sostenibilità delle cure».

Innovazione clinica e centralità del paziente

Il CTS ha messo in evidenza come la sanità digitale impatti direttamente sui percorsi di cura e sulla personalizzazione dell’assistenza.

«In oncologia, la sanità digitale consente di integrare dati clinici e informazioni sul paziente per supportare decisioni più precise, migliorare la continuità delle cure e rendere i percorsi assistenziali più efficienti e personalizzati» ha dichiarato Rossana Berardi.

In questa prospettiva, la digitalizzazione viene letta anche come strumento di personalizzazione e inclusione: «La digitalizzazione rappresenta uno strumento irrinunciabile per la personalizzazione dei percorsi assistenziali e per creare valore concreto per il cittadino. La digital usability è una leva chiave per garantire accessibilità, equità e inclusività, coniugando innovazione tecnologica, etica e centralità della persona» ha affermato Monica Calamai.

Adozione, organizzazione e trasformazione del SSN

Un ulteriore asse di attenzione riguarda la capacità del sistema di rendere strutturale l’innovazione digitale già disponibile nel SSN.

«Innovare nella digitalizzazione significa anche orientare il tempo e le risorse nel modo più efficace possibile, utilizzando gli strumenti disponibili per ottenere risultati concreti nel qui e ora» ha sottolineato Paolo Petralia.

«Grazie agli investimenti del PNRR, molte soluzioni di sanità digitale sono oggi disponibili nel Servizio Sanitario Nazionale; la sfida principale è metterle a regime e accompagnarne la diffusione attraverso una gestione efficace del cambiamento. Le evidenze mostrano che chi utilizza strumenti come Cartella Clinica Elettronica e Fascicolo Sanitario Elettronico ne riconosce chiaramente i benefici: occorre garantirne un’adozione omogenea ed efficace su tutto il territorio» ha dichiarato Paolo Locatelli.

Governance, formazione e sostenibilità del cambiamento

La trasformazione digitale è stata inoltre letta come processo culturale e organizzativo che richiede competenze diffuse e governance continua.

«La sanità digitale non è solo una transizione tecnologica, ma una sfida culturale e democratica che impone di tenere insieme equità, inclusione, formazione continua, interoperabilità e sostenibilità nel lungo periodo» ha affermato Alessandro Stecco.

Mauro Grigioni ha sottolineato il ruolo integrato di formazione, informazione e governance nel garantire efficacia alla trasformazione digitale: «Perché la trasformazione digitale produca benefici concreti, sono necessari informazione, formazione continua e approcci di coprogettazione. In un contesto di rapida evoluzione tecnologica, governance e competenze devono essere costantemente aggiornate per supportare cittadini, professionisti e stakeholder».

Regole, sicurezza e criticità operative

Sul piano regolatorio e operativo, il digitale è stato interpretato come un sistema che richiede equilibrio tra innovazione e garanzie.

«Il quadro normativo europeo sulla sanità digitale non va vissuto come un ostacolo, ma come un sistema di tutele basato sulla valutazione del rischio concreto e sull’applicazione proporzionata delle misure di mitigazione» ha spiegato Silvia Stefanelli.

Al tempo stesso, permangono criticità nella traduzione operativa della trasformazione digitale: «Nonostante gli investimenti, persistono limiti nel trasferire la sanità digitale nella pratica quotidiana: qualità e sicurezza dei dati, fiducia nella tecnologia, formazione diffusa e cybersicurezza restano fattori decisivi per una generalizzazione equa e sostenibile dell’innovazione» ha evidenziato Anna Crescenzi.

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