Sanità europea: da costo a motore di crescita

Intervista a Daniela Bianco, in occasione dell’evento “Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction”, l’evento promosso da Adnkronos e GSK, con il patrocinio di Farmindustria

L’economia della salute in Europa, pari a 1,5 trilioni, si sta trasformando in motore di crescita grazie a innovazione, investimenti e sviluppo industriale. L’Italia, forte nella produzione farmaceutica, deve rafforzare R&S con politiche mirate. Rimane centrale il tema dell’innovazione accessibile, ancora frenata da barriere che limitano l’accesso alle cure. A TrendSanità ne abbiamo parlato con Daniela Bianco, Partner e responsabile area Healthcare THEA Group.

L’economia della salute in Europa vale circa 1,5 trilioni di euro, pari al 3,3% del PIL europeo: quali sono i principali driver che stanno trasformando questo comparto da voce di spesa a vero motore di crescita economica e industriale?

L’industria farmaceutica è un grande catalizzatore di investimenti, sia in ricerca che in produzione. Ed è un asset fondamentale per tutti i sistemi sanitari. Questi sono i principali trend; abbiamo un’accelerazione di innovazione che arriva e che è anche un’innovazione dove troviamo tanta tecnologia, intelligenza artificiale ma non solo. In questo sta trasformando radicalmente il settore e tutto ciò che è all’interno del settore con una linea più allargata. 

L’Italia è seconda in Europa per produzione farmaceutica ma ancora distante dai leader sugli investimenti in R&S: quali politiche servono per colmare questo gap e rafforzare il posizionamento competitivo del Paese?

L’Italia è uno dei Paesi dove si fa ricerca. Abbiamo una posizione di leadership nel trial clinici. Siamo cresciuti, ma non stiamo crescendo così velocemente come stanno facendo gli altri Paesi. Ma i nostri trial comunque sono altrettanto competitivi. Che cosa possiamo fare? Sicuramente seguire quello che alcuni stanno facendo, incentivando gli sforzi e soprattutto accelerando nei tempi e semplificando tutte le procedure che sono necessarie per l’arruolamento e la realizzazione di una sperimentazione clinica.

Durante l’incontro di “Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction”, l’evento promosso da Adnkronos e GSK, con il patrocinio di Farmindustria, è stato sottolineato più volte il concetto di “innovazione accessibile” come centrale per l’esistenza stessa dell’assistenza sanitaria: quali sono oggi le principali barriere sistemiche che impediscono di trasformare l’innovazione scientifica in accesso reale alle cure per i cittadini europei e italiani?

L’innovazione accessibile significa accessibile per le persone, per il paziente ma accessibile anche per i sistemi. Oggi abbiamo detto che è un’innovazione che possa consentire di mantenere un equilibrio e che possa poi arrivare ai cittadini. Quindi gli ostacoli sono ovviamente barriere di tipo organizzativo, di tipo regolatorio. Ma sono anche ostacoli nel capire che l’innovazione deve intervenire al momento giusto, arrivare al paziente giusto. Quindi è anche un tema di avere la capacità di individuare i pazienti a cui l’innovazione va data.

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Carlo M. Buonamico
Carlo M. Buonamico
Giornalista professionista esperto di sanità, salute e sostenibilità