Anaao: no all’abolizione del vincolo di esclusività per lavorare nelle Case di comunità

L’Anaao Assomed si oppone all’ipotesi di superare il vincolo di esclusività per i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale al fine di impiegarli nelle Case di comunità. La posizione arriva dopo la presentazione di un emendamento da parte di Forza Italia alla legge delega di riforma delle professioni, attualmente all’esame della Camera.

Secondo il sindacato, la proposta rappresenterebbe una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali e rischierebbe di trasformare i medici ospedalieri in una risposta alle carenze di personale della sanità territoriale.

La posizione di Anaao Assomed

«Notizie di agenzia riportano il tentativo di Forza Italia di eliminare il vincolo di esclusività per i medici della sanità pubblica, al fine di impiegarli nelle Case di comunità. Anaao Assomed si oppone con fermezza a questo tentativo, che arriva “stranamente” alla vigilia della pausa estiva», afferma il segretario nazionale Pierino Di Silverio.

Il sindacato denuncia una modifica unilaterale delle regole contrattuali senza confronto con la categoria

Il sindacato sottolinea di aver chiesto più volte un confronto con le istituzioni sulle modalità di coinvolgimento dei medici nelle nuove strutture previste dal DM 77, senza ottenere risposte.

Pierino Di Silverio

«Non siamo i tappabuchi del sistema»

Entrando nel merito della proposta, Di Silverio dichiara: «Non accettiamo che vengano superati unilateralmente i vincoli contrattuali per farci lavorare, secondo regole ancora sconosciute e a costo zero nelle Case di comunità. Abbiamo ribadito più volte di non essere i tappabuchi di un sistema al collasso, e non certo per nostra responsabilità. Più volte abbiamo chiesto un tavolo per esporre e confrontare le nostre valutazioni e le nostre proposte. Come risposta, oggi apprendiamo dalla stampa di questo tentativo maldestro e inaccettabile.»

La richiesta: adesione volontaria o incarichi gestionali

Per Anaao Assomed, l’eventuale impiego dei medici dipendenti nelle Case di comunità dovrebbe avvenire esclusivamente su base volontaria oppure essere collegato all’attribuzione di specifici incarichi gestionali.

«La scelta di lavorare nelle Case di comunità deve restare volontaria per i medici dipendenti, oppure subordinata all’attribuzione di incarichi gestionali. In ogni caso, le regole non possono essere scritte senza consultarci. Se l’emendamento non verrà ritirato – conclude Di Silverio – non esiteremo a proclamare lo stato di agitazione.»

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