Automedicazione e approccio responsabile del cittadino: uno stimolo per la nuova sanità del territorio

Esponenti parlamentari e associazioni che rappresentano medici, farmacisti e la società civile a confronto su come realizzare il nuovo modello di sanità territoriale

La pandemia ha profondamente cambiato il rapporto degli italiani con la propria salute e nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale: sono diventate maggiori la responsabilità e l’autonomia nelle scelte di prevenzione e cura, risultano in crescita le aspettative rispetto alla corretta allocazione delle risorse e si mantiene alta l’attenzione verso i temi legati alla governance del sistema, all’equità di accesso alle cure e all’omogeneità regionale nell’erogazione dei servizi.

A più di un anno dall’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e a circa un mese dall’insediamento del nuovo Governo, è entrato nel vivo il dibattito legato all’implementazione del nuovo modello di sanità territoriale e all’esigenza di colmare le attuali lacune, sia in termini di risorse (economiche e professionali) e sia in termini di integrazione tra i diversi modelli assistenziali, i livelli di governance, la sanità pubblica e quella privata. Il tutto alla luce della nuova Legge di bilancio.

Un recente evento, organizzato da Assosalute in partnership con Policy and Procurement in Healthcare, ha messo a confronto diversi esponenti parlamentari e delle associazioni che rappresentano medici e farmacisti, nonché la società civile, in merito all’implementazione del nuovo modello di sanità territoriale previsto dal PNRR e dal DM77.

“Gli italiani e la propria salute”: la ricerca di SWG

Punto di partenza della discussione è stata una indagine quantitativa, realizzata da SWG, su un campione rappresentativo della popolazione, dedicata a esplorare da un lato il rapporto degli italiani con la propria salute (fonti di informazione, abitudini di acquisto dei farmaci, referenti sul territorio, modalità di accesso ai servizi e alle prestazioni sanitarie, scenario esterno) e, dall’altro, le aspettative sul futuro del sistema sanitario in Italia.

Punto di partenza della discussione è stata una indagine quantitativa, realizzata da SWG, su un campione rappresentativo della popolazione

L’indagine, presentata dal ricercatore Giovanni Borghesan, si è focalizzata sulle persone e sui desiderata verso i cambiamenti attualmente in atto nel mondo della sanità. Dalle risposte è emerso un approccio alla salute fortemente orientato al territorio, che si traduce in due elementi fondamentali: la prossimità – driver principale della soddisfazione del servizio fornito ai cittadini – e i professionisti sanitari, medici di famiglia e farmacisti, i referenti per la cura soprattutto dei piccoli disturbi, oltre che la fiducia nella capacità della classe politica di realizzare nel lungo periodo le riforme necessarie.

Indagine SWG per Assosalute, 2022

Il territorio come investimento: la sanità futura disegnata dal PNRR

Ad aprire la tavola rotonda dedicata ai professionisti della salute e ai rappresentanti dei cittadini è stato Claudio Cricelli, Presidente SIMG, che in un videointervento molto significativo ha sottolineato l’evoluzione del ruolo e della percezione dei farmaci di automedicazione, nel contesto più ampio dei servizi offerti dal nostro SSN.

Oggi l’automedicazione è una realtà consolidata nel nostro Paese, apprezzata dai cittadini e dagli operatori sanitari

“L’automedicazione, che ha tardato ad affermarsi nel nostro Paese, oggi invece è una realtà consolidata. È un fenomeno diffuso, condiviso e apprezzato non soltanto dai cittadini, che possono farvi ricorso, ma anche dagli operatori sanitari, che hanno imparato ad interagire con il cittadino sulla base delle proprie scelte e soprattutto con un intento di controllo e di formazione. L’articolazione della salute delle persone oggi è definitivamente cambiata, le persone sono consapevoli di essere responsabili della propria salute e del fatto che la maggior parte dei piccoli eventi può essere affidata ad una libera scelta, che molti sintomi possono essere trattati con farmaci sicuri, che gli stessi medici condividono e sui quali i farmacisti possono dare degli utili consigli”.

Il Presidente SIMG ha quindi auspicato un consolidamento del rapporto tra cittadino, farmacista e medico, ritenendolo favorevole per tutti, anche in relazione al possibile sgravio di oneri impropri a carico del medico grazie al paziente che pratica l’automedicazione in modo consapevole.

Nella stessa direzione le parole di Carolina Carosio, Presidente Fenagifar, che ha evidenziato come il rapporto di sinergia tra farmacista e medico sul territorio è un elemento importante che l’emergenza pandemica è andata a consolidare, sia per quanto riguarda i servizi, sia per la fiducia del cittadino: “In questi mesi le farmacie e i farmacisti in tutte le loro declinazioni professionali non si sono risparmiati in quanto ad assistenza, ad esempio per i tamponi e per le vaccinazioni. E abbiamo toccato con mano anche il ruolo fondamentale della farmacia come fonte di informazioni corrette, quando spesso la disinformazione era molto diffusa. Anche sul ricorso all’automedicazione questo aspetto era già centrale prima della pandemia, ma questo periodo ha ulteriormente certificato che il consiglio professionale che sta alla base della scelta del paziente è di assoluta rilevanza”.

Tre gli elementi evidenziati da Marco Cossolo, Presidente di Federfarma, per lo sviluppo della farmacia nella nuova sanità territoriale che si sta delineando: “Con il DM 77 cambia il ruolo della farmacia. Innanzitutto, deve cambiare il modello di dispensazione professionale, per dare maggiore consapevolezza al paziente delle modalità di assunzione di un farmaco e tracciarne l’aderenza terapeutica, in stretta collaborazione con il MMG. Secondo elemento è il monitoraggio dei KPI (Key Performance Indicator) del paziente cronico. Ad esempio, in caso di ingravescenza di una patologia, esistono dei parametri che possono essere monitorati nel tempo e, opportunamente segnalati al medico di famiglia, possono essere utili per prevenire un processo di degenerazione.

Il DM77 introduce una nuova organizzazione della sanità territoriale, che si sta delineando in questi mesi

Terzo elemento riguarda le attività di telemedicina, che in farmacia hanno già avuto un incremento del 30-40% nel 2021 rispetto al 2019, perché nel cittadino è nata l’abitudine, anche in relazione alle restrizioni dovute all’emergenza Covid, a recarsi in farmacia per effettuare alcune prestazioni: anche in questo caso è necessario creare un link forte e stabile tra il medico di medicina generale e la farmacia per la prescrizione e l’utilizzo di queste tipologie di risorse, anche nell’ottica di ridurre le liste d’attesa attuali del SSN”.

Si è focalizzata sulle esigenze dei pazienti Francesca Moccia, vice segretario generale di Cittadinanzattiva. Il punto di partenza è il bisogno di recuperare la cosiddetta “salute persa”, cioè tutte le prestazioni non effettuate in questi anni di Covid. Il lavoro e l’interazione con MMG e farmacista si sono dimostrati fondamentali in questo periodo e da qui è necessario ripartire anche per la nuova sanità del territorio. “La farmacia è un presidio sanitario nel quale i cittadini si aspettano di trovare la salute a 360°, in modo inclusivo, soprattutto in questo momento di crisi e aumento di povertà e fragilità”, ha ribadito Moccia.

La farmacia è un presidio sanitario nel quale i cittadini si aspettano di trovare la salute a 360°, in modo inclusivo

Fragilità che non si concretizza solo nelle patologie croniche ma che coinvolge alcune popolazioni in particolare, come ad esempio le donne e gli adolescenti: “In prospettiva sarebbe auspicabile che la farmacia potesse diventare un luogo dove si costruisce una maggiore libertà di interazione per prendersi cura della propria salute, ad es. anche della propria salute riproduttiva, e senza dimenticare gli adolescenti”. Ha concluso Moccia: “Salute in tutti i luoghi e salute a 360° significa che ognuno di noi deve fare qualcosa in più nei prossimi anni, contando in una connessione molto più forte tra i vari attori, anche con le aziende del settore, per riuscire a raggiungere i cittadini nella diversità dei bisogni che essi rappresentano”.

A chiudere la prima tavola rotonda è stato Roberto Venesia, Segretario regionale FIMMG Piemonte, che in continuità con il messaggio di Cricelli ha confermato il valore dell’automedicazione, sperimentata anche recentemente nel periodo pandemico. “Quando si parla di fiducia si chiama in causa la fede e la responsabilità di chi gode di questa fiducia. Essere presenti sul territorio significa anche questo e la fiducia si porta dietro la libera scelta del cittadino, ad esempio anche al momento di scegliere il medico. Un tema che si scontra però con la carenza di queste figure”, ha proseguito Venesia. “Il focus del momento, sul quale siamo tutti d’accordo, è rinforzare il territorio.

L’attenzione è focalizzata sul territorio ma i modelli da implementare possono essere diversi ed è necessaria un’opera di condivisione trasversale per evitare disuguaglianze

Per fare questo servono sì le risorse ma prima ancora una chiarezza di obiettivo, una vision, che invece non è così scontata. Se è vero che le risorse del PNRR costituiscono una straordinaria occasione di finanziamento, non dobbiamo dimenticare che proveniamo da anni in cui in sanità sono stati pesanti i tagli. E qui si impone una riflessione della politica, che deve considerare attentamente quale modello di nuova sanità vuole costruire. A mio parere, dovremmo concentrarci di più sulle reti della salute e meno sulle case della salute, potenziando gli operatori sul territorio e le strutture che già ci sono”.

La voce delle istituzioni: il livello nazionale e locale

Evento Assosalute

La tavola rotonda dedicata alle istituzioni si è aperta con la senatrice Maria Cristina Cantù, Vicepresidente Commissione Affari Sociali (Lega), che ha subito affrontato un tema chiave del dibattito attuale sulla nuova sanità, precisando come l’autonomia differenziata non debba essere intesa come un provvedimento contro qualcuno, bensì a favore di tutti. Ha quindi proseguito sottolineando l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato, e in particolare delle aziende del comparto dei farmaci di automedicazione, nella visione della sanità del futuro e nelle strategie di evoluzione dei modelli di medicina territoriale:

L’automedicazione ha un ruolo rilevante che però deve essere coniugato con la sicurezza della cura

“L’ospedale-centrismo non è la soluzione a tutti i mali e l’automedicazione ha un ruolo rilevante che però deve essere coniugato con la sicurezza della cura, per esempio con il miglioramento continuo delle molecole sia in termini di contrasto agli eventuali effetti collaterali sia dell’interazione tra farmaci. Il ruolo etico dell’impresa significa etica soprattutto nella produzione di risposte di salute ai cittadini, avendo come finalità non solo la profittabilità ma trasversalmente un benessere più ampio e collettivo, investendo in prevenzione e appropriatezza, ma anche in welfare proattivo. In questo senso, associazioni strutturate come Assosalute dovrebbero aiutare le istituzioni con suggerimenti per l’ottimale impiego delle risorse disponibili di cui il PNRR rappresenta un’opportunità unica e straordinaria”.

L’onorevole Roberto Bagnasco, Capogruppo Commissione Difesa (Forza Italia), ha portato l’attenzione sul SSN e sugli sviluppi futuri della nuova sanità, non nascondendo qualche preoccupazione: “Nonostante le carenze del sistema emerse durante la pandemia, il nostro è ancora oggi uno dei sistemi sanitari migliori al mondo.

Nonostante le carenze del sistema emerse durante la pandemia, il nostro è ancora oggi uno dei sistemi sanitari migliori al mondo

Non aumentare però la spesa sanitaria, considerando il tasso di inflazione attuale, significa in realtà diminuirla, e questo costituisce un problema. Tra le altre carenze del sistema, è molto evidente quella relativa alla mancanza di medici e infermieri e in questo senso abbiamo preso dei provvedimenti per migliorare la situazione nei prossimi anni, ma dobbiamo ancora fare un salto di qualità”. Riscontro positivo anche da Bagnasco sul tema dell’automedicazione e sul possibile ruolo per una nuova sanità territoriale: “Con il ricorso consapevole all’automedicazione, spesso si possono evitare situazioni che rischiano di avere un peso importante sul benessere dei cittadini e anche dal punto di vista economico. Sicuramente deve avvenire con una collaborazione efficace e paritaria tra medici di medicina generale e farmacisti, a vantaggio dei cittadini e del sistema nel suo complesso”.

Ha ripreso il tema degli investimenti in sanità la senatrice Maria Domenica Castellone, Vicepresidente del Senato (MoVimento 5 Stelle), sottolineando come la pandemia abbia dimostrato che, nel campo della salute, sia necessario non smettere mai di investire perché solo così si può garantire davvero a tutti i cittadini, su tutto il territorio nazionale, il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Castellone si è quindi concentrata sulla vision del SSN del futuro: “Il primo pilastro su cui va costruito è il personale, e in questo senso abbiamo lavorato per sbloccare l’imbuto formativo del percorso di specializzazione e per creare una struttura di programmazione che consenta di valutare in base al fabbisogno di salute della popolazione di quali specialisti avremo maggiormente bisogno.

La sanità dovrebbe essere considerata non come capitolo di spesa ma come investimento

Il secondo pilastro è la revisione governance della sanità, che deve comprendere il privato come integrativo e non sostitutivo del pubblico; il nuovo rapporto tra ospedale e territorio includendo tutte le figure che operano sul territorio, come i medici di medicina generale (anche nelle case di comunità) e le farmacie (come luogo di cura e non solo di servizi); nuovi modelli di acquisto di farmaci e dispositivi. Il terzo pilastro è la prevenzione, anche quaternaria, di cui si parla poco ma grazie alla quale è possibile evitare le cure inappropriate e rendere più sostenibile la spesa sanitaria”.

La peculiarità del momento che stiamo vivendo è stata ricordata dall’onorevole Gian Antonio Girelli, Membro Commissione Affari Sociali (Partito Democratico), con un parallelo con la nascita del Servizio Sanitario Nazionale del nostro Paese, quando una forte scelta culturale, oltre che politica, risultò frutto di un processo condiviso su dove indirizzare le risorse per garantire ai cittadini un diritto universale. SSN che è stato fortemente messo in crisi in questi anni, non solo dalla pandemia ma soprattutto dai tagli agli investimenti.

La salvaguardia del SSN può essere vista come una priorità trasversale della politica?

Ha proseguito Girelli: “Per ripartire, bisogna uscire dall’idea della centralità della malattia intesa come luogo di interesse scientifico ed economico e tornare a concentrarsi sulla persona. E parlare non solo di territorio ma di prossimità, un concetto che rende l’idea di vicinanza alle persone non solo in senso fisico. Per questo, la politica dovrebbe impegnarsi su due scelte: innanzitutto riassestare il rapporto tra investimenti sanitari e PIL, con una scelta strategica e trasversale, e quindi ragionare seriamente sulle autonomie regionali, senza mettere in discussione la gestione territoriale dei servizi, però con finalità prefissate valide per tutti. E in quest’ottica rivedere anche il rapporto pubblico/privato: perché il privato ha un valore pubblico quando mette a disposizione le proprie potenzialità e, assieme al giusto guadagno, coniuga anche un dovere sociale”.

A chiusura della tavola dedicata alle istituzioni è intervenuto l’onorevole Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari Sociali (Fratelli d’Italia), che ha ribadito l’importanza di salvaguardare il SSN, un tema sul quale gli esponenti politici presenti alla discussione hanno concordato in maniera trasversale, pur con differenti modelli di riorganizzazione. Ciocchetti ha confermato l’attenzione verso i meccanismi di autonomia regionale ma sottolineando l’importanza di una riforma organica, senza fughe in avanti di singole realtà.

I progetti del PNRR e i fondi stanziati rappresentano un’opportunità unica e una responsabilità verso le generazioni future

La pandemia ci ha insegnato che quello che manca è il tassello del territorio e il filtro con il paziente, soprattutto in una società con una forte presenza di cittadini ultra 75enni, che sono in difficoltà nell’accesso alle cure migliori e più appropriate”, ha proseguito Ciocchetti. “Il territorio può aiutare a salvare le grandi strutture ospedaliere e i reparti di pronto soccorso, affiancando i cittadini che hanno bisogno di salute e di sanità. La domanda cruciale è come ricostruire questo tassello mancante e se i progetti delineati nel PNRR saranno sufficienti”. In particolare Ciocchetti ha evidenziato l’utilità di potenziare l’assistenza territoriale, anche facendo evolvere il ruolo degli operatori socio-sanitari e strutturando una rete di collaborazione tra pubblico e privato che unisca non solo i medici ma anche le farmacie, nell’ottica di fornire un’assistenza domiciliare completa ed estesa nell’intera giornata.

Conclusioni

L’incontro è terminato con un breve messaggio di Salvatore Butti, Presidente Assosalute: “La cura consapevole della propria salute, anche attraverso una corretta gestione dei piccoli disturbi e un corretto ricorso ai farmaci di automedicazione, oltre che il rapporto con i propri referenti sul territorio, sono elementi chiave per consolidare un approccio consapevole e responsabile del cittadino, indispensabile a sua volta per il successo del futuro assetto del Sistema Sanitario sui territori. Come Associazione che da oltre cinquant’anni è al fianco dei cittadini per la cura della propria salute, siamo stati felici di ospitare un momento di condivisione nel corso del quale sono emersi temi speriamo utili a una programmazione strategica e a decisioni informate sulle politiche sanitarie nel prossimo futuro”.

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Rossella Iannone
Direttrice responsabile TrendSanità