Mieloma multiplo: le nuove immunoterapie funzionano se funziona il percorso

CAR-T, anticorpi bispecifici e anticorpi farmaco-coniugati (ADC) ampliano le opzioni nel mieloma multiplo recidivato, richiedendo un diverso perimetro multidisciplinare, in parte definito da EMA e AIFA. Per aziende sanitarie e Regioni la sfida si sposta dall’acquisto del farmaco alla progettazione organizzativa del percorso assistenziale

Per anni l’innovazione farmacologica è stata letta soprattutto come innovazione di prodotto: efficacia, sicurezza, prezzo. In ematologia e, in particolare, nel mieloma multiplo questa lettura non basta più. Negli ultimi anni la pratica clinica del mieloma multiplo si è arricchita di approcci terapeutici innovativi che, nei prodotti qui esaminati, condividono il bersaglio BCMA (B-cell maturation antigen), espresso dalle plasmacellule mielomatose: le CAR-T, gli anticorpi bispecifici e gli anticorpi farmaco-coniugati (ADC). I risultati clinici sono di grande rilievo, ma nessuna di queste terapie si somministra “da sola”. Ognuna richiede che più professionisti e più unità organizzative lavorino in modo coordinato. E questo, per chi governa le aziende sanitarie, cambia la natura stessa della decisione di adozione.

Terapie anti-BCMA: evidenze nelle linee più precoci

Nello studio di fase III CARTITUDE-4, in pazienti refrattari a lenalidomide che avevano ricevuto da una a tre precedenti linee di trattamento, una singola infusione della CAR-T ciltacabtagene autoleucel (cilta-cel) è stata confrontata con i regimi daratumumab, pomalidomide e desametasone (DPd) oppure pomalidomide, bortezomib e desametasone (PVd). Cilta-cel ha ridotto del 74% il rischio relativo di progressione o morte rispetto al braccio di confronto (HR 0,26) [1].

Il valore delle nuove terapie per il mieloma multiplo dipende anche da percorsi assistenziali capaci di garantirne appropriatezza, accessibilità e continuità di cura

Nello studio di fase III DREAMM-7, la combinazione belantamab mafodotin, bortezomib e desametasone (BVd) è stata confrontata con daratumumab, bortezomib e desametasone (DVd). La sopravvivenza libera da progressione mediana è risultata di 36,6 mesi rispetto a 13,4 mesi, con una riduzione relativa del rischio di progressione o morte del 59% (HR 0,41) [2].

Nello studio di fase III DREAMM-8, condotto in pazienti che avevano ricevuto almeno una precedente linea comprendente lenalidomide, belantamab mafodotin, pomalidomide e desametasone (BPd) è stato confrontato con PVd. In un’analisi aggiornata, presentata al congresso ASH 2025, la sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 32,6 mesi rispetto a 12,5 mesi, con una riduzione relativa del rischio di progressione o morte del 51% (HR 0,49) [3].

Ulteriori prospettive derivano dallo studio di fase III MajesTEC-3, condotto in pazienti con da una a tre precedenti linee di trattamento. La combinazione teclistamab-daratumumab (Tec-Dara), confrontata con DPd oppure daratumumab, bortezomib e desametasone (DVd), ha ridotto dell’83% il rischio relativo di progressione o morte (HR 0,17). La sopravvivenza libera da progressione stimata a 36 mesi è risultata dell’83,4% rispetto al 29,7% nei bracci di confronto [4]. La combinazione è autorizzata nell’Unione Europea, ma la sua rimborsabilità nel SSN italiano non risulta ancora attivata nelle fonti AIFA consultate al 15 ottobre 2026 [5].

Queste evidenze mostrano il progressivo posizionamento delle terapie dirette contro BCMA in linee di trattamento più precoci, pur in presenza di indicazioni autorizzate e condizioni di rimborsabilità differenti. È proprio qui che la dimensione organizzativa ed economica diventa decisiva: più pazienti potenzialmente candidabili, in fasi diverse della malattia, con terapie che richiedono competenze ulteriori rispetto alla sola ematologia.

Tre classi, tre perimetri organizzativi

CAR-T: il centro qualificato

Per ciltacabtagene autoleucel, le disposizioni europee richiedono competenze, strutture e formazione adeguate, anche per la gestione della sindrome da rilascio di citochine (CRS) e della neurotossicità [6]. Il percorso coinvolge aferesi, logistica e catena di custodia del prodotto, farmacia ospedaliera, terapia intensiva e neurologia. In Italia l’accesso alla terapia avviene attraverso centri individuati e abilitati dalle Regioni secondo le condizioni previste per l’indicazione rimborsata [7].

Le autorizzazioni EMA e le condizioni AIFA contribuiscono a definire i percorsi di accesso ai trattamenti

Bispecifici: lo step-up e la rete

Gli anticorpi bispecifici anti-BCMA richiedono specifiche modalità di sorveglianza nella fase iniziale di somministrazione a dosi crescenti (step-up), in relazione al rischio di CRS e neurotossicità. Per teclistamab, le informazioni di prodotto prevedono che il paziente sia monitorato quotidianamente per 48 ore dopo ciascuna dose dello step-up e rimanga in prossimità di una struttura sanitaria [8]. Ciò non equivale a un obbligo generalizzato di ricovero ordinario: servono assetti assistenziali capaci di garantire osservazione, tempestività di intervento e continuità delle informazioni, secondo i requisiti del prodotto e il profilo del paziente. Dopo l’avvio, le somministrazioni possono proseguire in ambulatorio. Un consenso europeo, con la partecipazione di clinici italiani, ha formulato 84 raccomandazioni per la gestione ambulatoriale e il trasferimento della cura dai centri accademici a strutture di prossimità [9]. È uno schema di rete che richiede ruoli e procedure di escalation espliciti.

ADC: il raccordo specialistico

Con belantamab mafodotin emerge la necessità di integrare stabilmente nel percorso onco-ematologico competenze oculistiche per la sorveglianza e la gestione dei possibili eventi avversi oculari. Le informazioni EMA prevedono una visita oculistica, comprendente valutazione dell’acuità visiva ed esame alla lampada a fessura, prima di ciascuna delle prime quattro dosi e successivamente secondo indicazione clinica [10]. La principale sfida organizzativa consiste nella capacità di programmare il monitoraggio specialistico in coerenza con il calendario terapeutico e rendere tempestivamente disponibili gli esiti per la decisione ematologica.

Un vincolo che nasce dalle regole

Il punto meno discusso è che una parte rilevante di questo perimetro non è scelta liberamente dagli erogatori, ma deriva da regole di diversa natura. Possiamo distinguere tre livelli. Il primo è quello prescritto dalle autorizzazioni europee, dalle informazioni di prodotto e dai piani di gestione del rischio. Il secondo è quello condizionato dalle regole nazionali e regionali, comprese le indicazioni rimborsate, i registri AIFA e l’abilitazione dei centri. Il terzo è quello raccomandato dai consensi clinici: per i bispecifici anti-BCMA, ad esempio, si delineano criteri per una possibile estensione della gestione a strutture territoriali selezionate [9].

Una parte rilevante del nuovo perimetro multidisciplinare non è scelta liberamente dagli erogatori, ma deriva da regole di diversa natura

La distinzione tra autorizzazione e rimborsabilità è essenziale. In Italia teclistamab è rimborsato dal 21 settembre 2024 in monoterapia, dopo almeno tre precedenti terapie e alle condizioni previste da AIFA [11]; la combinazione con daratumumab, autorizzata nell’Unione Europea, non risulta invece ancora rimborsata dal SSN nelle fonti consultate al 15 ottobre 2026 [5]. Ciltacabtagene autoleucel è rimborsato dal 4 aprile 2026 dalla seconda linea, nei pazienti che soddisfano gli specifici criteri di eleggibilità [7]. Per belantamab mafodotin, dall’11 settembre 2026 sono rimborsate le combinazioni con bortezomib e desametasone dopo almeno una precedente terapia e con pomalidomide e desametasone dopo almeno una terapia comprendente lenalidomide [12].

I livelli regolatori e raccomandativi differiscono per grado di cogenza e per margini di adattamento locale

La distinzione ha conseguenze dirette per il management sanitario. I livelli regolatori e raccomandativi differiscono per grado di cogenza e per margini di adattamento locale. I requisiti prescrittivi definiscono condizioni che le strutture devono rispettare; il modo in cui tali condizioni vengono attuate e le raccomandazioni clinico-organizzative lasciano invece spazi di progettazione alle Regioni e alle aziende sanitarie.

Cosa cambia per aziende e Regioni

Assumendo come focus della valutazione l’intero percorso assistenziale, emergono quattro dimensioni rilevanti per la programmazione sanitaria.

La valutazione economica

Il perimetro di costo dovrebbe includere qualificazione e formazione dei centri, risorse di osservazione e posti letto quando necessari durante lo step-up, consulenze di intensivisti, neurologi, infettivologi e oculisti, attività di registro e follow-up di lungo periodo. La letteratura sui dispositivi medici ha già indicato l’esigenza di un approccio flessibile alla stima dell’impatto organizzativo [13]. Per gli ADC, il profilo di costo assume caratteristiche differenti, con particolare rilievo dei monitoraggi specialistici previsti e del coordinamento tra le unità organizzative coinvolte.

La programmazione regionale deve integrare centri qualificati, reti assistenziali e flussi informativi

La programmazione delle reti

CAR-T e bispecifici suggeriscono configurazioni diverse: concentrazione in centri qualificati per le prime, percorsi hub & spoke selettivi per i secondi. In entrambi i casi servono percorsi regionali che esplicitino ruoli, responsabilità, criteri di trasferimento e flussi informativi tra i nodi. Per gli ADC il fabbisogno organizzativo si concentra soprattutto sul raccordo tra ematologia e specialità coinvolte e sulla programmazione coordinata dei controlli.

La valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment, HTA)

Dal 12 gennaio 2025, il Regolamento (UE) 2021/2282 prevede valutazioni cliniche congiunte per i nuovi medicinali oncologici e le terapie avanzate rientranti nel relativo ambito di applicazione. Gli aspetti organizzativi rimangono oggetto di valutazione nazionale [14]. Questa cornice rafforza l’opportunità di dotare il sistema italiano di strumenti espliciti per stimare l’impatto sui percorsi e sulle risorse delle innovazioni in oncoematologia.

I dati

I registri AIFA sono una fonte importante per ricostruire eleggibilità e utilizzo dei trattamenti, ma non descrivono da soli tutte le attività, i tempi professionali e i costi del percorso. L’integrazione con i flussi di attività aziendali, i dati della farmacia ospedaliera, la programmazione delle prestazioni e la contabilità analitica permetterebbe di misurare chi interviene, con quali tempi e con quali risorse, passando dalle raccomandazioni alle evidenze organizzative.

Dall’analisi dei percorsi alla proposta organizzativa

Su questi aspetti si concentra l’analisi organizzativa coordinata da CREMS, Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità, dedicata alla presa in carico ematologica in Lombardia.

Il lavoro prende avvio da un’esperienza aziendale di integrazione tra trattamento e monitoraggi specialistici e prevede il confronto con differenti configurazioni assistenziali, con l’obiettivo di individuare requisiti organizzativi condivisibili senza assumere che un’unica soluzione operativa sia applicabile in ogni struttura [15].

L’innovazione terapeutica può tradursi in accessibilità e continuità di cura attraverso un’adeguata progettazione organizzativa

Nella documentazione di partenza, il percorso di Macroattività Ambulatoriale Complessa (MAC) o ambulatoriale ematologico raccorda valutazione clinica, programmazione terapeutica e controlli successivi. Nel caso di belantamab mafodotin, la valutazione oculistica è inserita all’interno di tale percorso e i relativi esiti confluiscono nella successiva valutazione ematologica. Il caso consente di osservare in concreto come prestazioni specialistiche appartenenti a unità diverse possano concorrere alla gestione complessiva del paziente [15].

La fase preliminare ha individuato le dimensioni da approfondire attraverso la revisione delle evidenze e della documentazione organizzativa; la successiva ricostruzione dei percorsi esaminerà modalità di accesso, programmazione, disponibilità delle informazioni e gestione delle rivalutazioni, integrando il contributo della Farmacia ospedaliera e della rappresentanza dei pazienti. L’obiettivo è formulare una proposta organizzativa condivisibile; non sono ancora disponibili risultati comparativi interaziendali né un modello regionale validato [15].

In conclusione

Le nuove terapie hanno ampliato significativamente le opzioni terapeutiche e migliorato gli esiti clinici nel mieloma multiplo. Ma il loro valore non dipende solo dal farmaco: richiede che il sistema sia capace di assicurare le condizioni assistenziali e organizzative necessarie per utilizzarlo in modo appropriato. La disponibilità del trattamento rappresenta una condizione necessaria; è attraverso un’adeguata progettazione organizzativa del percorso assistenziale che l’innovazione può tradursi in accessibilità, continuità di cura e valore per il paziente.

Bibliografia

  1. San-Miguel J, Dhakal B, Yong K, et al. Cilta-cel or standard care in lenalidomide-refractory multiple myeloma. N Engl J Med. 2023;389(4):335–347. doi:10.1056/NEJMoa2303379
  2. Hungria V, Robak P, Hus M, et al. Belantamab mafodotin, bortezomib, and dexamethasone for multiple myeloma. N Engl J Med. 2024;391(5):393–407. doi:10.1056/NEJMoa2405090
  3. Trudel S, Beksac M, Pour L, et al. Deep responses and durable outcomes in patients treated with belantamab mafodotin plus pomalidomide and dexamethasone from long-term follow-up of the phase 3 DREAMM-8 study. Blood. 2025;146(Suppl 1):2264. doi:10.1182/blood-2025-2264 (abstract ASH 2025)
  4. Costa LJ, Bahlis NJ, Perrot A, et al. Teclistamab plus daratumumab in relapsed or refractory multiple myeloma. N Engl J Med. 2026;394(8):739–752. doi:10.1056/NEJMoa2514663
  5. European Medicines Agency. Tecvayli (teclistamab): EPAR, indicazioni autorizzate e informazioni sul prodotto (aggiornamento 2026). Disponibile su: https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/tecvayli
  6. European Medicines Agency. Carvykti (ciltacabtagene autoleucel): EPAR, misure per l’uso sicuro ed efficace e requisiti dei centri. Disponibile su: https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/carvykti
  7. Agenzia Italiana del Farmaco. Registro CARVYKTI: attivazione dell’indicazione rimborsata dal 4 aprile 2026. Determina PRES/392/2026, G.U. n. 78 del 3 aprile 2026
  8. European Medicines Agency. Tecvayli (teclistamab): riassunto delle caratteristiche del prodotto, § 4.2 (step-up e monitoraggio), aggiornamento 2026. Disponibile su: https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/tecvayli-epar-product-information_en.pdf
  9. Mateos MV, Zamagni E, Gentile M, et al. European recommendations for transitioning the care of patients with multiple myeloma treated with BCMA bispecific antibodies from academic hospitals to community-based centers and for outpatient step-up dosing. eJHaem. 2026;7(3):e70290. doi:10.1002/jha2.70290
  10. European Medicines Agency. Blenrep (belantamab mafodotin): riassunto delle caratteristiche del prodotto e monitoraggio oculistico, aggiornamento 2026. Disponibile su: https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/blenrep
  11. Agenzia Italiana del Farmaco. Determina n. 473/2024 (TECVAYLI in monoterapia). Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 221 del 20 settembre 2024; rimborsabilità dal 21 settembre 2024
  12. Agenzia Italiana del Farmaco. Registro BLENREP: attivazione delle indicazioni rimborsate dall’11 settembre 2026. Determina PRES/1185/2026, G.U. n. 210 del 10 settembre 2026
  13. Tarricone R, Torbica A, Drummond M; MedtecHTA Project Group. Key recommendations from the MedtecHTA project. Health Econ. 2017;26(Suppl 1):145–152
  14. Unione europea. Regolamento (UE) 2021/2282 sulla valutazione delle tecnologie sanitarie; Commissione europea, attuazione delle valutazioni cliniche congiunte dal 12 gennaio 2025
  15. CREMS – Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità. Analisi organizzativa dei percorsi di presa in carico ematologica nel mieloma multiplo in Regione Lombardia. Documentazione di progetto, 2026

Può interessarti

Davide Croce
Davide Croce
Centro di Ricerche in Economia e Management in Sanità e nel Sociale (CREMS), Castellanza (VA)
Francesco De Nardo
Francesco De Nardo
Centro di Ricerche in Economia e Management in Sanità e nel Sociale (CREMS), Castellanza (VA)