Tumori, in Europa 29.412 casi in eccesso per le disparità tra Paesi

Il Paese in cui si vive può fare una differenza significativa nel rischio di sviluppare un tumore. Nell’Unione europea, l’incidenza del tumore della cervice uterina in Romania è 7,2 volte quella registrata a Malta, mentre per il tumore del polmone nelle donne il tasso in Danimarca supera di oltre quattro volte quello della Lituania. Nel 2024, le differenze tra gli Stati membri si traducono in 29.412 casi stimati in eccesso rispetto ai livelli di riferimento europei.

I dati emergono dallo studio Impact of cancer inequalities in Europe on preventable cancers: focus on cervical and lung cancer, presentato il 24 ottobre a Madrid al Congresso ESMO 2026 da Diego Serraino, epidemiologo e consulente di Alleanza Contro il Cancro (ACC), la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute.

L’analisi utilizza le stime 2024 dell’European Cancer Information System (ECIS) e confronta i tassi di incidenza dei tumori del polmone, distinti per sesso, e della cervice uterina nei 27 Paesi dell’Ue con le rispettive medie europee. Per gli Stati con tassi superiori alla media è stato calcolato il numero di casi in eccesso: una misura statistica delle disparità, che non corrisponde al numero di tumori certamente evitabili.

Tumore del polmone: oltre 24mila casi in eccesso

Per il tumore del polmone, le differenze tra Paesi riguardano sia gli uomini sia le donne. Tra gli uomini, nel 2024 sono stati stimati circa 199mila nuovi casi nell’Ue, con un’incidenza media di 89 casi ogni 100mila abitanti. I tassi variano dai 38 casi ogni 100mila in Svezia ai 130 in Ungheria. Nei 12 Paesi con un’incidenza superiore alla media europea, i casi in eccesso sono 11.105. I valori più elevati riguardano Polonia (3.934), Ungheria (1.734), Romania (1.533), Grecia (1.391) e Francia (1.348).

Per il tumore del polmone, i casi in eccesso stimati sono 24.546 tra uomini e donne

Tra le donne, a fronte di circa 116mila nuove diagnosi e di un’incidenza media di 43 casi ogni 100mila, si passa dai 20 casi della Lituania agli 83 della Danimarca. Negli 11 Paesi sopra la media europea, i casi in eccesso sono 13.441, concentrati soprattutto in Germania (3.074), Paesi Bassi (3.069), Polonia (1.978), Ungheria (1.427) e Danimarca (1.325).

Complessivamente, per il tumore del polmone i casi in eccesso stimati sono 24.546. Tra gli interventi di prevenzione indicati dallo studio rientrano le politiche antifumo.

Cervice uterina: incidenza oltre sette volte più alta in Romania

Per il tumore della cervice uterina, l’analisi stima circa 28mila nuove diagnosi nell’Ue nel 2024, con un’incidenza media di 12 casi ogni 100mila donne. La Romania registra 36 casi ogni 100mila donne, contro i 5 di Malta.

Nei dieci Paesi con tassi superiori alla media europea, i casi in eccesso sono 4.866. La quota maggiore si concentra in Romania (2.475), seguita da Polonia (861), Bulgaria (407), Ungheria (360) e Portogallo (263).

L’incidenza del tumore della cervice uterina in Romania è 7,2 volte quella registrata a Malta

Per ridurre il rischio e individuare precocemente le lesioni precancerose, lo studio richiama due strumenti di prevenzione: la vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), principale responsabile di questa neoplasia, e la partecipazione ai programmi di screening.

Prevenzione e cooperazione europea per ridurre le disuguaglianze

Le differenze osservate tra gli Stati membri, sottolinea Serraino, non sono soltanto statistiche, ma possono orientare le politiche sanitarie.

«I risultati mostrano quanto siano ancora marcate le disparità tra i Paesi europei – osserva Serraino –. Per alcune neoplasie, l’incidenza cambia radicalmente da uno Stato all’altro. Non si tratta soltanto di differenze statistiche: sono indicatori che devono orientare le politiche sanitarie, soprattutto quando disponiamo di strumenti di prevenzione capaci di ridurre il rischio di sviluppare queste malattie».

Non si tratta soltanto di differenze statistiche: sono indicatori che devono orientare le politiche sanitarie

La disponibilità di strumenti efficaci, tuttavia, non basta se le opportunità di prevenzione non raggiungono la popolazione in modo equo. «Disponiamo di strumenti che possono contribuire a ridurre sensibilmente l’incidenza di queste neoplasie – afferma ancora Serraino –. La sfida è fare in modo che le opportunità di prevenzione raggiungano in maniera efficace la popolazione, indipendentemente dal Paese di residenza. Le differenze che emergono dallo studio indicano dove occorre concentrare gli sforzi e quanto sia importante rafforzare la collaborazione tra i sistemi sanitari europei».

La riduzione delle disuguaglianze oncologiche rientra tra gli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro e della Joint Action EUnetCCC (European Network of Comprehensive Cancer Centres), la rete europea di centri oncologici integrati che promuove la collaborazione in ricerca, prevenzione, diagnosi e assistenza. Alleanza Contro il Cancro partecipa al programma, contribuendo alla cooperazione tra le strutture dei diversi Paesi.

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