Rafforzare la prevenzione dell’infezione da papillomavirus umano (HPV) e dei tumori correlati attraverso una collaborazione strutturata tra istituzioni, servizi sanitari, società scientifiche, scuole e associazioni. È questo l’obiettivo del Manifesto di intenti “Traguardo Zero”, presentato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e sottoscritto, tra i primi firmatari, dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dalla Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO).
Il documento propone azioni concrete per aumentare la consapevolezza sull’impatto dell’infezione da HPV, promuovere la vaccinazione e gli screening e rendere più accessibili le opportunità di prevenzione. L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto europeo PERCH e prosegue con la Joint Action SHIELD, valorizzando esperienze già sviluppate sul territorio e puntando a trasformarle in modelli sostenibili e replicabili.
Il Manifesto “Traguardo Zero” punta a rafforzare la prevenzione dell’HPV attraverso vaccinazioni, screening e collaborazione tra istituzioni e territori
«Il titolo che abbiamo scelto, Traguardo Zero, esprime un’ambizione importante. Ma soprattutto esprime una possibilità», ha affermato Rocco Bellantone, presidente dell’ISS, ricordando il legame tra l’infezione da HPV e diverse patologie oncologiche. «Ma nel caso dei tumori HPV-correlati c’è un elemento che cambia profondamente la prospettiva: una parte importante di questo carico di malattia può essere prevenuta».
Per Andrea Piccioli, direttore generale dell’ISS, l’Istituto deve favorire il confronto tra esperienze e responsabilità diverse, creando le condizioni per condividere e replicare i modelli di prevenzione sviluppati sul territorio.
Vaccinazione a scuola: i progetti pilota della ASL Roma 2
Tra le azioni previste dal Manifesto, un ruolo centrale è affidato alla scuola, considerata un contesto in cui promuovere la consapevolezza sull’HPV e favorire il dialogo tra studenti, famiglie e servizi sanitari.
La ASL Roma 2 ha avviato un progetto pilota che coinvolge inizialmente tre scuole della Capitale. Il percorso prevede la formazione degli insegnanti, attività informative rivolte agli studenti e, nell’autunno 2027, la possibilità di offrire la vaccinazione direttamente negli istituti scolastici.
L’iniziativa si basa anche sui risultati di esperienze già realizzate in Italia. Nell’ASL di Taranto, secondo i dati riportati nel comunicato, la copertura vaccinale ha raggiunto il 72,3% quando la vaccinazione è stata proposta a scuola, rispetto al 55,6% registrato con l’offerta ambulatoriale.
I progetti pilota prevedono percorsi di sensibilizzazione nelle scuole e la possibilità di offrire la vaccinazione direttamente agli studenti
Il progetto romano punta a sperimentare un modello integrato, per valutarne il funzionamento e le condizioni organizzative prima di considerarne un’eventuale estensione. «Il percorso inizia ora, e ci dovrebbe portare in un anno a offrire i vaccini nelle scuole in un contesto di partecipazione attiva da parte sia dei ragazzi e delle ragazze che delle famiglie», ha dichiarato Francesco Amato, direttore generale della ASL Roma 2.
Coperture vaccinali, resta il divario tra ragazze e ragazzi
I dati nazionali del Ministero della Salute aggiornati al 2024 evidenziano margini di miglioramento nell’adesione alla vaccinazione anti-HPV. Tra i dodicenni, ha completato il ciclo vaccinale il 51,2% delle ragazze e il 44,7% dei ragazzi.
Anche il coinvolgimento delle aziende sanitarie territoriali è parte della strategia. La ASL Roma 1 aderisce al Manifesto con l’obiettivo di ampliare la partecipazione ai programmi di prevenzione, raggiungendo anche le fasce di popolazione più vulnerabili.
Il direttore generale Giuseppe Quintavalle ha riferito che la copertura vaccinale nella ASL è passata dal 30,81% nel 2023 al 34,76% nel 2025. Nel primo semestre 2026, inoltre, l’azienda ha superato il 118% di estensione degli inviti, con quasi 35 mila donne contattate. Quest’ultimo indicatore riguarda l’attività di invito e non va confuso con la copertura vaccinale.
Per Enrico Di Rosa, presidente della SItI, la prevenzione deve diventare un impegno condiviso e radicato nei territori: «Fare rete tra servizi sanitari, scuole, professionisti, istituzioni e comunità significa portare la prevenzione più vicino alle persone e creare le condizioni per aumentare l’adesione e ridurre le disuguaglianze».
Formazione degli insegnanti e contrasto alla disinformazione
La formazione degli insegnanti rappresenta un altro elemento del progetto. L’ISS ha predisposto un corso di formazione a distanza dedicato all’infezione da HPV, alla vaccinazione, alla prevenzione dei tumori correlati e al contrasto della disinformazione.
Dopo una prima fase prevista tra ottobre e dicembre 2026, il corso sarà reso disponibile su scala nazionale a partire da gennaio 2027. Nelle scuole coinvolte nel progetto pilota, gli insegnanti formati accompagneranno gli studenti nelle attività educative e nella progettazione di iniziative di comunicazione rivolte alle famiglie.
«La scuola ha un ruolo centrale in questa alleanza: è un luogo in cui costruire consapevolezza, coinvolgere ragazze, ragazzi e famiglie e rafforzare il dialogo con i servizi sanitari», ha sottolineato Raffaella Bucciardini, direttrice del Centro Salute Globale dell’ISS.
Il Manifesto prevede inoltre il coinvolgimento delle società scientifiche attraverso contest rivolti ai professionisti, per raccogliere idee e proposte innovative. Il primo sarà promosso dalla SItI in occasione del prossimo convegno nazionale, previsto a ottobre.
Prevenzione più accessibile per le comunità vulnerabili
La strategia comprende anche interventi rivolti alle popolazioni che incontrano maggiori ostacoli nell’accesso ai programmi di prevenzione, per ragioni economiche, culturali o organizzative.
Tra le iniziative pilota della Joint Action SHIELD figura un percorso dedicato alla comunità Rom di Roma, con l’obiettivo di ridurre le barriere di accesso, costruire fiducia e favorire un rapporto più stabile con il sistema sanitario.
L’ampliamento progressivo delle adesioni al Manifesto e la valorizzazione delle esperienze territoriali puntano così a costruire modelli di prevenzione replicabili, capaci di coinvolgere istituzioni, professionisti e cittadini e di rendere la vaccinazione e gli screening più accessibili. Il “Traguardo Zero” si traduce, in questa prospettiva, nella possibilità di ridurre il carico dei tumori HPV-correlati attraverso interventi coordinati e una maggiore equità nell’accesso alla prevenzione.




