Il nuovo CUP con AI del Piemonte è in ritardo, un ricorso blocca l’operazione

L’avvio del nuovo Centro Unico di Prenotazione slitta all’estate 2026 per un ricorso. Intanto resta attivo il vecchio sistema: tra disservizi e nuovi server tampone. E il caso arriva in consiglio regionale

Il nuovo Centro Unico di Prenotazione (CUP) della Regione Piemonte, dotato di un sistema di intelligenza artificiale integrato, è in ritardo. Secondo il cronoprogramma stilato in un primo momento dall’assessorato alla Sanità insieme ad Azienda Zero, la nuova piattaforma sarebbe dovuta entrare in funzione a partire dal primo gennaio 2026; oggi però tutta la procedura è frenata a causa di un ricorso, portato avanti dal secondo classificato in graduatoria per aggiudicarsi il servizio. L’udienza per dirimere la controversia è fissata al 19 marzo e anche l’avvio del sistema è slittato alla prossima estate.

L’intervento per realizzare la nuova infrastruttura tecnologica ha un valore stimato di 7,2 milioni di euro

Recentemente, il caso è stato discusso dal consiglio regionale del Piemonte. A riportare il tema in aula è la consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Giulia Marro, tramite un question time; ma anche Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle si sono dimostrati particolarmente sensibili allo sviluppo del nuovo Centro Unico di Prenotazioni.

La risposta dell’assessorato

«Proprio perché ci siamo resi conto che l’attuale CUP era un sistema ormai superato, con limiti strutturali evidenti, abbiamo scelto di non limitarci a interventi tampone, ma di realizzare un CUP completamente nuovo, moderno e, primi in Italia, integrato con strumenti di intelligenza artificiale» commentava l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, a margine della seduta del consiglio del 27 gennaio. E, anche in occasione della conferenza stampa di inizio anno della giunta di Alberto Cirio, Riboldi ha ribadito la centralità dell’operazione. A oggi, l’avvio del nuovo CUP è previsto per l’estate del 2026.

Il nuovo CUP con AI

L’intervento per realizzare la nuova infrastruttura tecnologica ha un valore stimato di 7,2 milioni di euro. La piattaforma, una volta in funzione, prevede un’interfaccia unificata per cittadini e operatori, oltre a un sistema semplificato per prenotare, modificare o annullare le prestazioni sanitarie. L’integrazione con i sistemi informativi regionali, poi, mira a migliorare la gestione delle disponibilità in agenda, anche grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

La gara e il ricorso

La procedura di gara per l’affidamento del nuovo CUP si è conclusa il 26 settembre 2025, con l’aggiudicazione formalizzata tramite una delibera. Il bando era stato vinto dal raggruppamento di imprese guidato da GPI S.p.A. Successivamente, il secondo operatore in graduatoria ha presentato un ricorso, «senza effetti sospensivi».

A oggi, l’avvio del nuovo CUP è previsto per l’estate del 2026 ma la fase di transizione durerà fino a fine anno

Durante l’udienza cautelare che si è tenuta lo scorso 13 gennaio, infatti, la parte ricorrente ha rinunciato alla richiesta di sospensione. Questo significa che non esisterebbero ostacoli giuridici all’avvio del nuovo servizio. Pertanto, «l’aggiudicazione resta pienamente valida ed efficace» come rimarca l’assessorato. Azienda Zero infatti sta andando avanti, predisponendo tutti gli atti necessari alla stipula del contratto e all’avvio delle prestazioni.

Il rinnovo del vecchio CUP fino a fine anno

Il nuovo CUP regionale sarà sviluppato attraverso due macro-fasi. Inizialmente, si procederà con lo sviluppo del sistema; dopodiché seguirà una fase di diffusione e messa a regime presso tutte le Aziende sanitarie regionali e i soggetti privati accreditati.

Durante la fase di transizione «è stato previsto l’utilizzo dell’attuale infrastruttura fino al 31 dicembre 2026, proprio per garantire continuità e tutela dei cittadini mentre costruiamo il CUP del futuro».

Azienda Zero sta procedendo con gli atti necessari all’avvio delle prestazioni

«Non stiamo rincorrendo un problema – conclude l’assessore – ma stiamo anticipando il cambiamento, investendo in innovazione e tecnologia per offrire ai piemontesi un servizio sanitario più efficiente, moderno e affidabile».

Il caso politico

Oltre ad AVS, anche il PD ha sollecitato la giunta Cirio a intervenire sui problemi del vecchio CUP. «Manca una assunzione di responsabilità. I cittadini hanno diritto a sapere cosa non ha funzionato e perché, soprattutto quando il problema si trascina nel tempo» commenta il vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Daniele Valle (PD).

Nuovi server e disservizi

Per sopperire alle difficoltà del sistema attualmente disponibile, la Regione ha introdotto quattro server aggiuntivi, con un investimento pari a circa 400 mila euro. Il problema, tuttavia, non può dirsi risolto e sono ancora numerose le segnalazioni di chi non riesce a prenotare visite ed esami.

Resta aperto anche il tema delle mancate disdette di chi, in questi giorni, non è riuscito a mettersi in contatto con il CUP per annullare il proprio appuntamento.

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Adele Palumbo
Giornalista professionista