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L’OMS: l’aspartame è potenzialmente cancerogeno

Le valutazioni degli impatti sulla salute del dolcificante non zuccherino aspartame sono state pubblicate oggi dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e dal Comitato congiunto di esperti sugli additivi alimentari dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) (JECFA). Citando “prove limitate” di cancerogenicità nell’uomo, la IARC ha classificato l’aspartame come possibilmente cancerogeno per l’uomo (IARC Gruppo 2B) e JECFA hanno riaffermato l’assunzione giornaliera accettabile di 40 mg/kg di peso corporeo.

L’aspartame è un dolcificante artificiale (chimico) ampiamente utilizzato in vari alimenti e bevande dagli anni ’80, tra cui bevande dietetiche, gomme da masticare, gelatina, gelati, latticini come yogurt, cereali per la colazione, dentifricio e farmaci come pastiglie per la tosse e pastiglie masticabili di vitamine.

“Il cancro è una delle principali cause di morte a livello globale. Ogni anno, 1 persona su 6 muore di cancro. La scienza è in continua espansione per valutare i possibili fattori scatenanti o facilitanti del cancro, nella speranza di ridurre questi numeri e il bilancio umano “, ha affermato il dott. Francesco Branca, direttore del Dipartimento di nutrizione e sicurezza alimentare dell’OMS. “Le valutazioni dell’aspartame hanno indicato che, sebbene la sicurezza non sia una preoccupazione importante alle dosi comunemente utilizzate, sono stati descritti potenziali effetti che devono essere studiati da ulteriori e migliori studi“.

I due organismi hanno condotto revisioni indipendenti ma complementari per valutare il potenziale rischio cancerogeno e altri rischi per la salute associati al consumo di aspartame. Questa è stata la prima volta che IARC ha valutato l’aspartame e la terza volta per JECFA.

Dopo aver esaminato la letteratura scientifica disponibile, entrambe le valutazioni hanno rilevato limiti nelle prove disponibili per il cancro (e altri effetti sulla salute).

La IARC ha classificato l’aspartame come potenzialmente cancerogeno per l’uomo (Gruppo 2B) sulla base di prove limitate per il cancro nell’uomo (in particolare, per il carcinoma epatocellulare, che è un tipo di cancro al fegato). C’erano anche prove limitate per il cancro negli animali da esperimento e prove limitate relative ai possibili meccanismi per causare il cancro.

Il JECFA ha concluso che i dati valutati non indicavano motivi sufficienti per modificare la dose giornaliera accettabile (DGA) precedentemente stabilita di 0-40 mg/kg di peso corporeo per l’aspartame. Il comitato ha quindi ribadito che è sicuro per una persona consumare entro questo limite al giorno. Ad esempio, con una lattina di bibita dietetica contenente 200 o 300 mg di aspartame, un adulto del peso di 70 kg dovrebbe consumare più di 9-14 lattine al giorno per superare l’assunzione giornaliera accettabile, assumendo nessun’altra assunzione da altre fonti alimentari.

Le identificazioni dei pericoli della IARC sono il primo passo fondamentale per comprendere la cancerogenicità di un agente identificando le sue proprietà specifiche e il suo potenziale di causare danni, ad esempio il cancro. Le classificazioni IARC riflettono la forza delle prove scientifiche sul fatto che un agente possa causare il cancro negli esseri umani, ma non riflettono il rischio di sviluppare il cancro a un dato livello di esposizione. La valutazione dei pericoli IARC considera tutti i tipi di esposizione (ad esempio, dietetica, professionale). La classificazione della forza dell’evidenza nel Gruppo 2B è il terzo livello più alto su 4 livelli, ed è generalmente utilizzata quando ci sono prove limitate, ma non convincenti, per il cancro negli esseri umani o prove convincenti per il cancro negli animali da esperimento, ma non entrambi.

“I risultati di prove limitate di cancerogenicità negli esseri umani e negli animali, e di prove meccanicistiche limitate su come può verificarsi la cancerogenicità, sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per affinare la nostra comprensione sul fatto che il consumo di aspartame rappresenti un rischio cancerogeno”, ha affermato la dott.ssa Mary Schubauer – Berigan del programma Monografie IARC.

Le valutazioni del rischio del JECFA determinano la probabilità che un tipo specifico di danno, come il cancro, si verifichi in determinate condizioni e livelli di esposizione. Non è insolito che il JECFA tenga conto delle classificazioni IARC nelle sue deliberazioni.

“Il JECFA ha anche preso in considerazione le prove sul rischio di cancro, negli studi sugli animali e sull’uomo e ha concluso che le prove di un’associazione tra consumo di aspartame e cancro negli esseri umani non sono convincenti”, ha affermato il dott. Moez Sanaa, responsabile degli standard e della consulenza scientifica dell’OMS su Unità alimentare e nutrizionale. “Abbiamo bisogno di studi migliori con un follow-up più lungo e questionari dietetici ripetuti nelle coorti esistenti. Abbiamo bisogno di studi controllati randomizzati, compresi studi sui percorsi meccanicistici rilevanti per la regolazione dell’insulina, la sindrome metabolica e il diabete, in particolare in relazione alla cancerogenicità”.

Le valutazioni dell’IARC e del JECFA sull’impatto dell’aspartame si basavano su dati scientifici raccolti da una serie di fonti, tra cui documenti sottoposti a revisione paritaria, rapporti governativi e studi condotti a fini normativi. Gli studi sono stati esaminati da esperti indipendenti ed entrambi i comitati hanno adottato misure per garantire l’indipendenza e l’affidabilità delle loro valutazioni.

IARC e OMS continueranno a monitorare nuove prove e incoraggiare gruppi di ricerca indipendenti a sviluppare ulteriori studi sulla potenziale associazione tra l’esposizione all’aspartame e gli effetti sulla salute dei consumatori.

Contratto medici, CIMO: “Impossibile chiusura entro luglio, troppi nodi ancora aperti”

“Invidiamo l’ottimismo del Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che ritiene plausibile la chiusura del contratto dei medici entro fine luglio. Peccato, tuttavia, che rimangano ancora aperti nodi cruciali come l’orario di lavoro, la composizione dei fondi contrattuali ed altri aspetti fondamentali per la qualità della vita dei medici e la sicurezza delle cure, come le sostituzioni dei direttori di unità operativa ed il servizio fuori sede. E considerata l’impossibilità di intervenire sugli stipendi, che devono essere equiparati a quelli del resto della dirigenza della PA, sono proprio questi gli aspetti che motivano il personale, come auspicato dal Ministro”. Così Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici CIMO, commenta le dichiarazioni rilasciate dal Ministro Zangrillo a margine di un evento organizzato a Milano da uno dei maggiori gruppi di ospedali privati italiani.

“Della parte economica del contratto – continua Quici – addirittura non abbiamo ancora ricevuto neanche una bozza, e per quanto riguarda l’orario di lavoro la stessa Aran nell’ultima riunione ha ammesso la difficoltà di giungere ad un compromesso, considerata l’ostinata resistenza a qualsivoglia miglioramento del testo più volte dimostrata dalle Regioni. Riteniamo dunque impossibile concludere un contratto in così poco tempo, quando questioni tanto complesse e determinanti risultano ancora ampiamente aperte. A meno che la vera intenzione della controparte non sia proprio quella di confermare l’attuale bozza, ritenuta inaccettabile dalla CIMO”.

“Evidentemente – conclude Quici – il Ministro è informato superficialmente sull’andamento delle trattative. Per questo CIMO chiederà un incontro al Ministro Zangrillo per discutere della reale portata del nuovo contratto e delle criticità che esso dovrà necessariamente risolvere al fine di frenare la fuga dei medici dagli ospedali pubblici. E se è questo l’obiettivo che ci poniamo, non possiamo pensare solo a rispettare determinate scadenze”.

PNRR, target 1800 borse studio medicina generale raggiunto

Il Target europeo del PNRR Missione Salute riferito alle 1.800 borse aggiuntive di formazione specifica per medici di medicina generale, 900 per il triennio 2021-2024 e ulteriori 900 per il triennio 2022-2025, è stato pienamente raggiunto. Per entrambi i cicli formativi, sono state espletate tutte le procedure previste. Le attività formative delle prime 900 borse di studio (2021-2024) sono iniziate in via generale tra fine aprile e inizio maggio 2022 mentre quelle per il secondo ciclo formativo (2022-2025) sono partite nel mese di maggio 2023.

È quanto precisa una nota del Ministero della Salute in merito a notizie riportate a mezzo stampa (il riferimento è all’analisi diffusa dalla Fondazione Gimbe, ndr) che non rispecchiano il reale stato di avanzamento della Missione 6 Salute del PNRR.

Per quanto riguarda l’aggiornamento del portale PNRR del Ministero della Salute, è garantito entro il 20 del mese successivo a quello di conseguimento del target, quindi entro il 20 luglio, in linea con quanto previsto dalla Circolare MEF del 21 giugno 2022 n. 27 per il consolidamento Regis.

Rispetto ai livelli di spesa, si ribadisce che il PNRR è un programma performance based e non un programma di spesa. Dall’ultima rilevazione aggiornata Regis risulta l’1,15% delle spese dichiarate sostenute sul totale del finanziamento in conformità allo stato di avanzamento delle attività fin qui conseguite coerentemente con l’andamento del Piano.

In particolare, rispetto agli interventi strutturali (Case della Comunità e Ospedali di Comunità), il Piano prevede entro dicembre 2023 la stipula dei contratti, a seguito dell’aggiudicazione della gara lavori. L’avvio dei lavori, e la conseguente la spesa, avverrà quindi tra la fine del 2023 e il 2024.

In merito ai target nazionali, che non concorrono all’erogazione dei fondi europei, ma sono finalizzati a monitorare il raggiungimento intermedio dei relativi target europei, si precisa quanto segue.

Scadenze 31 dicembre 2022

Approvazione dei progetti idonei per indizione della gara per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute

La riprogrammazione del target nazionale da 105 a 70 è intervenuta per il tramite del MEF sulla base di quanto definito in sede di mappatura degli interventi di interconnessione al momento della sottoscrizione dei Contratti istituzionali di sviluppo con le Regioni. Tale obiettivo garantisce comunque l’interconnessione di tutte le COT attese dalla misura M6C1I1.2.2.  Ad oggi risulta circa il 95% del target raggiunto, si rappresenta che il consolidamento dei dati di aggiornamento sono attesi entro il 20 del mese successivo al mese di riferimento in linea con quanto sopra richiamato.

Approvazione di almeno 600 progetti idonei per indizione della gara per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali.

Ad oggi risulta circa il 99% del target raggiunto, considerando il target sostanzialmente raggiunto. Si rappresenta che il consolidamento dei dati di aggiornamento sono attesi entro il 20 del mese successivo al mese di riferimento in linea con quanto sopra richiamato.

Scadenze 31 marzo 2023

Incremento di 292.000 persone over 65 da trattare in assistenza domiciliare

Il monitoraggio del target nazionale del T1 2023 ha previsto, il raggiungimento del 66% del Target corrispondente a circa 200.000 nuovi assistiti over 65.

Assegnazione di almeno 600 Codici Unici di Gara (CIG)/provvedimento di convenzione per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali.

Ad oggi risulta circa il 97% del target raggiunto. Il consolidamento dei dati di aggiornamento è atteso entro il 20 luglio.

Assegnazione di CIG/provvedimento di convenzione per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute

La riprogrammazione del target nazionale da 105 a 70 è intervenuta per il tramite del MEF sulla base di quanto definito in sede di mappatura degli interventi di interconnessione al momento della sottoscrizione dei Contratti istituzionali di sviluppo con le Regioni. Tale obiettivo garantisce comunque l’interconnessione di tutte le COT attese dalla misura M6C1I1.2.2.  Ad oggi risulta circa l’85% del target raggiunto. Il consolidamento dei dati di aggiornamento è atteso entro il 20 luglio.

Scadenze 30 giugno 2023

Assegnazione di almeno 1.350 codici CIG/provvedimento di convenzione per la realizzazione delle Case della Comunità. Da rilevare che la “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo riporta che ad aprile i CIG attribuiti erano 1.327

Ad oggi risulta circa il 99% del target raggiunto, considerando il target sostanzialmente raggiunto. Il consolidamento dei dati è atteso entro il 20 luglio.

Stipula di un contratto per il progetto pilota che fornisca strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza primaria

La scadenza è stata riprogrammata a dicembre 2023 attraverso le funzionalità previste dal sistema informativo ReGiS. Verrà data evidenza tramite il portale PNRR nell’aggiornamento previsto entro la data del 20 luglio.

Stipula di almeno 70 contratti per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute

Il consolidamento dei dati di aggiornamento è atteso entro il 20 luglio.

Stipula di almeno 600 contratti per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali

Il consolidamento dei dati di aggiornamento è atteso entro il 20 luglio.

Reingegnerizzazione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) a livello locale – Completamento del patrimonio informativo (servizi applicativi) – Numero di nuovi flussi informativi nazionali adottati da tutte le 21 Regioni: riabilitazione territoriale, consultori familiari

La scadenza è stata riprogrammata a settembre 2023 attraverso le funzionalità previste dal sistema informativo ReGiS, in considerazione dell’acquisizione del parere Garante nel corrente mese di luglio e del passaggio in Conferenza Stato Regioni previsto nella prima riunione utile ai fini dell’adozione dei decreti che istituiscono i due nuovi flussi. Verrà data evidenza tramite il portale PNRR nell’aggiornamento previsto entro la data del 20 luglio.

Completamento della procedura di iscrizione ai corsi di formazione manageriale

La scadenza è stata riprogrammata a dicembre 2023 attraverso le funzionalità previste dal sistema informativo ReGiS. Verrà data evidenza tramite il portale PNRR nell’aggiornamento previsto entro la data del 20 luglio.

Il valore del volontariato per la salute

Rendicontare in modo analitico e trasparente il valore economico e sociale generato dalle Associazioni Pazienti in ambito salute e sperimentare una nuova opportunità di collaborazione per evidenziare quanto le Organizzazioni possano essere più efficaci quando costruiscono reti, questi gli obiettivi del primo Rapporto sulla “Valorizzazione della Rete dei Volontari Alleati per la Salute, presentato oggi a Milano. L’analisi raccoglie i dati di Europa Donna Italia, Movimento che tutela i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore al seno, AIL Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi, Mielomi, AISC Associazione Italiana Scompensati Cardiaci, APMARR Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare in collaborazione con Novartis e grazie al supporto tecnico-metodologico di PwC Italia.

Nel corso del 2021, le cinque associazioni e la loro rete di 19.630 volontari hanno dedicato alle attività di sensibilizzazione, prevenzione, supporto ai pazienti e cura oltre 1 milione di ore del loro tempo, raggiungendo oltre 58 mila persone che sono state assistite in varie modalità tramite servizi erogati sul territorio. Su questa base, è stato possibile stimare il valore economico da loro generato e spesso non percepito, superiore ai 20 milioni di euro. Grazie al loro lavoro, sono state 70.000 le visite gratuite effettuate da specialisti e 15.000 i colloqui gratuiti realizzati da psicologi.

Le cinque associazioni hanno raccolto fondi per oltre 56 milioni di euro tramite diversi canali, tra cui donazioni, bandi pubblici e privati, 5X1000 e sponsorizzazioni.

Per evidenziare la capacità di rinnovamento del Terzo settore italiano anche nella modalità di analisi del proprio operato e consolidare i valori quali fiducia, professionalità e solidarietà̀, e la loro capacità di produrre risultati concreti, Europa Donna Italia si è fatta promotrice di questa iniziativa che ha raccolto il consenso del network Alleati per la salute.

“Le associazioni di volontariato legate alla salute hanno un ruolo importante nel nostro Paese, e questo rapporto lo evidenzia con enfasi grazie ai dati presentati oggi. L’idea alla base di questo progetto è quella di condividere e mettere a sistema le varie expertise delle singole associazioni per rilevare il reale supporto del volontariato sia verso i pazienti sia verso le Istituzioni e continuare in un’ottica di sempre migliori soluzioni per la salute in Italia”, spiega la Presidente di Europa Donna Italia, Rosanna d’Antona.

Sono stati 223 i principali eventi di comunicazione organizzati dalle 5 Associazioni sul territorio nazionale che hanno utilizzato anche i propri canali social – che contano quasi 300 mila follower – per poter veicolare le informazioni, per esempio su campagne e attività di screening, al fine di raggiungere anche il target dei più giovani.

Il Rapporto è stato predisposto tenendo in considerazione le Linee guida e standard per la redazione del Bilancio Sociale degli Enti del Terzo Settore previsti dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che hanno fornito un quadro metodologico e normativo per definire gli obiettivi, le metriche e i criteri di rendicontazione delle attività svolte dalle Organizzazioni coinvolte.

Le cinque associazioni coinvolte nel rapporto fanno parte della rete Alleati per la salute composta da circa 70 associazioni di pazienti, un’alleanza strategica che Novartis ha avviato da oltre 15 anni con l’obiettivo di sviluppare insieme soluzioni che abbiano valore e impatto sul miglioramento della vita dei pazienti cronici e sul sistema salute oltre che individuare temi d’interesse trasversali del mondo advocacy.

Valentino Confalone, Country President e Amministratore delegato di Novartis Italia dichiara che “come Novartis siamo da sempre consapevoli del valore delle associazioni di pazienti per il sistema Paese, attori fondamentali che offrono una prospettiva essenziale per i processi decisionali nel campo della salute. A nostro avviso, esiste in questo contesto un ulteriore spazio di miglioramento attraverso una maggiore inclusione del punto di vista delle associazioni pazienti come componenti formalmente riconosciute.  Questo è il motivo che ci ha spinto a supportare questa iniziativa che evidenzia l’essenziale valore economico e sociale dell’associazionismo e del volontariato in ambito salute”. Conclude Confalone: “Ci auguriamo che questo progetto sia una ulteriore conferma del valore di queste realtà sia dal punto di vista della comprensione dei bisogni dei pazienti che delle risorse che possono essere investite a livello territoriale”.

Life Science, l’importanza di trovare la rotta

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Necessità di un quadro normativo chiaro, al passo con i tempi. È stato chiesto a gran voce durante la presentazione della ricerca dell’Osservatorio Life Science Innovation della School of Management del Politecnico di Milano dal titolo “Life Science: tracciare la rotta in un mare di innovazione”.

Leggi che parlino in modo chiaro e tengano conto della complessità dell’ecosistema sanitario e delle sfide della digitalizzazione.

Tra le innovazioni più significative dei prossimi anni, le terapie digitali (DTx), soluzioni digitali validate clinicamente per integrare o sostituire le terapie tradizionali

Il mondo delle Life Sciences, in particolare, è in trasformazione: tra le innovazioni più significative dei prossimi anni, le terapie digitali (DTx), soluzioni digitali validate clinicamente per integrare o sostituire le terapie tradizionali, capaci di migliorare il percorso del paziente e rendere più efficaci i trattamenti.

“A livello internazionale le DTx sono già abbastanza diffuse, soprattutto negli Stati Uniti e in Germania, mentre in Italia ancora non sono presenti – ricorda Chiara Sgarbossa, direttrice dell’Osservatorio -. Come Osservatorio abbiamo quindi cercato di analizzare se pazienti e medici sarebbero propensi a utilizzare e prescrivere queste applicazioni”.

Metà dei pazienti non sarebbero disposti a pagare se queste soluzioni non fossero rimborsate dal SSN

Dall’analisi è emerso che 7 pazienti su 10 sarebbero propensi a utilizzare le terapie digitali se proposte dal medico curante per il trattamento della propria patologia. Tuttavia, metà di loro non sarebbe disposto a pagare di tasca propria per queste soluzioni.

Per quanto riguarda i medici specialisti, il 58% ritiene che le terapie digitali avranno un impatto elevato sulla pratica clinica. 9 aziende del settore Life Science su 10 – coinvolte nella ricerca condotta in collaborazione con Confindustria Dispositivi Medici e Farmindustria – considerano l’assenza di rimborsabilità da parte del servizio sanitario nazionale l’ostacolo principale alla sostenibilità finanziaria delle DTx in Italia.

Nel frattempo un terzo delle aziende Life Science italiane sta già investendo in questo ambito. E la maggior parte ritiene che offrire una terapia digitale in combinazione con altri prodotti e servizi, per esempio con un dispositivo indossabile per la raccolta di parametri clinici, sia il modello di business più sostenibile per remunerarle in assenza di rimborsabilità.

Un altro ambito di innovazione che avrà un impatto rilevante sul settore Life Science è quello delle tecnologie immersive, considerate molto interessanti anche dai pazienti: il 49% sarebbe interessato a utilizzare applicazioni di realtà virtuale o aumentata per il miglioramento del proprio stato di salute o per il trattamento della propria patologia.

Pianificazione strategica delle aziende

Identificare i trend di innovazione emergenti è un’attività che richiede di saper leggere e integrare fonti d’informazione eterogenee, con dati qualitativi e quantitativi. 7 aziende dell’offerta su 10 utilizzano sorgenti informative tradizionali (come analisi dei competitor, report istituzionali, analisi di mercato).

Una volta compresi i trend in atto, la maggior parte delle aziende (69%) passa direttamente al forecasting delle vendite, mentre il 60% prova ad approfondire con metodi qualitativi (es. workshop sia esterni che interni). Le attività di pianificazione strategica sono difficilmente orientate al lungo periodo (oltre i cinque anni) anche per le aziende sanitarie. Il 63% analizza le innovazioni emergenti con un orizzonte di breve e/o medio periodo. Lo scanning delle innovazioni avviene anche in questo caso con approcci molto tradizionali: partecipazione a conferenze scientifiche (63%) e collaborazione con aziende dell’offerta (60%).

Il metaverso

La realtà estesa (che comprende realtà aumentata, mista e virtuale) sta producendo un impatto rilevante anche sul settore sanitario, suscitando curiosità e interesse nei pazienti: 1 su 2 si dice infatti propenso a utilizzare le tecnologie di realtà virtuale o aumentata per il miglioramento del proprio stato di salute o per un trattamento.

“Oggi è complicato definire che cosa sia il metaverso – dice Emiliano Votta, professore associato di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano -. Credo che siano due gli aspetti di maggior interesse: da una parte la più alta attenzione all’aspetto di trattamento del dato rispetto alla realtà aumentata, dall’altra la possibilità di utilizzare un nostro avatar in situazioni in cui non si può avere un contatto umano diretto. Un surrogato che in alcuni casi può essere utile”.

Robotica chirurgica e medicina in silico

La robotica assistiva e riabilitativa impatteranno in modo rilevante sulla pratica clinica secondo il 68% dei professionisti sanitari e l’80% delle aziende Life Science

Gli altri due aspetti considerati dall’Osservatorio sono la robotica chirurgica e la medicina in silico. La prima permette di eseguire interventi precisi e minimamente invasivi, migliorando i risultati clinici e favorendo la ripresa post-operatoria del paziente e riducendo i tempi di riabilitazione. Se questo rappresenta un ambito di innovazione che produce un impatto sul settore già da diverso tempo, secondo l’80% delle aziende del settore Life Science e il 68% dei professionisti sanitari, la robotica assistiva, che supporta le persone con disabilità o limitazioni fisiche, e quella riabilitativa, in cui i robot vengono impiegati come elementi essenziali della terapia, si diffonderanno nel lungo periodo (5-10 anni).

L’ambito della medicina in silico fa invece riferimento a tecnologie e modelli matematici per l’uso clinico. Per esempio, si parla di digital twin quando queste tecnologie sono utilizzate per supportare decisioni mediche, come diagnosi o trattamenti, per un singolo paziente, portando a una maggiore personalizzazione e riducendo la necessità di effettuare esami invasivi.

Secondo le aziende del settore Life Science la medicina in silico avrà un impatto molto rilevante, ma si prevede che possa diffondersi nel medio-lungo periodo (oltre 3 anni).

Gli in silico trial prevedono l’impiego di modelli computazionali individualizzati per valutare la sicurezza e l’efficacia di nuovi dispositivi medici, farmaci o di nuove procedure chirurgiche in uno studio clinico, portando a una potenziale riduzione del coinvolgimento di persone e animali nei trial, riducendo tempi, costi e rischi per lo sviluppo di nuovi prodotti o trattamenti. Ad oggi, in Italia, emergono ancora diverse sfide da affrontare per promuovere la diffusione della medicina in silico – ha spiegato Gabriele Dubini, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio -. È necessario rafforzare il processo di digitalizzazione dei dati e comprendere i limiti e le opportunità legate alla possibilità di un uso secondario dei dati clinici”.

Trovare la rotta per non perdersi in un “mare di innovazione”

“Fin dal titolo con la metafora del mare abbiamo voluto evidenziare la grande quantità di innovazione nella quale siamo immersi – ha affermato dal palco Emanuele Lettieri, direttore scientifico dell’Osservatorio -. Oggi è sempre più difficile capire qual è l’innovazione rilevante, chi siano davvero le persone esperte. Il settore Life Science sta affrontando una fase di profonda trasformazione e  tutti gli attori del mercato devono analizzare e comprendere i trend d’innovazione, soprattutto quelli emergenti e meno consolidati, per definire la propria strategia e gli obiettivi di medio-lungo termine. Siamo certamente in un momento storico caratterizzato da molteplici opportunità nel quale diventa sempre più importante orientarsi correttamente e tracciare la ‘giusta rotta’ per riuscire a valorizzare le risorse in gioco e non perdersi in un ‘mare di innovazione’”.

Lettieri ha ricordato in chiusura come finora siamo cresciuti come professionisti pensando di dover essere in grado di predire il futuro e di anticiparlo, per essere resilienti: “Abbiamo pensato finora che il futuro sia uno solo, io vi invito a pensare al futuro come qualcosa di complesso, da costruire insieme e soprattutto da far accadere. Per farlo, abbiamo bisogno della capacità di guardare lungo”.

Ondate di calore. Aziende sanitarie: tutte le attività in campo per fronteggiare l’emergenza

Ambulatori mobili del 118, piani di iperafflusso nei pronto soccorso con letti aggiuntivi, numeri verdi dedicati, campagne informative attraverso i social network. Le aziende sanitarie e ospedaliere sono pronte a fronteggiare l’ondata di calore estivo in arrivo.

“In questa fase siamo principalmente alla diffusione di misure preventive ma tutte le aziende sanitarie sono impegnate per evitare che le persone più fragili, maggiormente suscettibili alle ondate di calore, come anziani, malati cronici o chi assume particolari tipologie di farmaci, possano cercare nei pronto soccorso una risposta al loro bisogno di assistenza. La prevenzione in questi casi è fondamentale, sul territorio sono in campo numerose attività, ma è necessaria la collaborazione dei medici di medicina generale per monitorare attivamente coloro che sono più soggetti a quegli scompensi cardiaci, respiratori, metabolici che possono poi portarli in ospedale”. Così il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore, riassume il carattere delle iniziative in campo.  

Le aziende sanitarie si stanno muovendo sulla base delle linee guida del Ministero della Salute e delle Regioni con iniziative diverse ma omogenee. In Liguria per esempio l’ambulatorio mobile della Asl 3, tutti i pomeriggi da lunedì 10 luglio e fino a venerdì 15 settembre, sarà presente nel centro di Genova in piazza De Ferrari con gli specialisti per fornire informazioni e consigli utili. In Lombardia le ATS hanno attivato un piano operativo con anagrafe dei vulnerabili e programmi di interventi attivati in modo modulare, a seconda dell’intensità dell’esposizione e dell’ampiezza dei gruppi di soggetti a rischio. L’azienda Usl di Bologna promuove, insieme alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, il progetto di sostegno e-Care, che prevede periodiche telefonate ai cittadini ed eventuali interventi di assistenza a domicilio.

Ci sono, infine le campagne informative attraverso i social network o l’attivazione di numeri verdi. “È una forma di comunicazione diretta con i cittadini sperimentata con successo già durante la pandemia – conclude Migliore – La diffusione di consigli utili che tutte le aziende sanitarie stanno rilanciando con grafiche o video sui loro canali è importante perché arriva direttamente all’utente. Si tratta di raccomandazioni, spesso sottovalutate, ma utili a evitare i danni alla salute derivanti da esposizione ad elevate temperature”.

Per approfondire

PNRR missione salute, Gimbe: numerosi obiettivi non raggiunti

Nel corso delle ultime settimane il dibattito politico si è progressivamente infuocato sul tema dei ritardi dell’Italia nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare sull’erogazione ancora in stallo della terza rata da 19 miliardi di euro e sulla richiesta della quarta rata alla Commissione Europea, che l’11 luglio ha portato ad una revisione degli obiettivi intermedi da parte della Cabina di regia sul PNRR coordinata dal Ministro Fitto.

«Al fine di fornire un quadro oggettivo della situazione, di informare i cittadini ed evitare strumentalizzazioni politiche – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – nell’ambito delle attività del proprio nostro Osservatorio sul Servizio Sanitario Nazionale abbiamo effettuato un monitoraggio indipendente dello status di avanzamento della Missione Salute del PNRR».

Le analisi sono state condotte utilizzando le seguenti fonti istituzionali:

Il monitoraggio è stato effettuato sia sulle scadenze di traguardi e obiettivi europei che nazionali. È bene precisare che questi ultimi costituiscono step intermedi che non condizionano l’erogazione dei fondi da parte dell’Europa. Tuttavia, «se il mancato rispetto delle scadenze nazionali non influenza direttamente l’erogazione delle rate – commenta il Presidente – rappresenta comunque una “spia rossa” di rallentamenti nell’attuazione dei vari progetti, aumentando il rischio di non raggiungere le correlate scadenze europee».

Aggiornamento delle fonti. I dati relativi all’andamento sull’attuazione del Piano disponibili sul sito web Italia Domani sono aggiornati al 4° trimestre 2022 per tutte le Missioni. «È inaccettabile – commenta Cartabellotta – che la piattaforma di riferimento pubblica per monitorare lo stato di attuazione del PNRR non venga aggiornata da oltre 6 mesi». Viceversa, il sito PNRR del Ministero della Salute risulta sostanzialmente aggiornato in tempo (al 15 giugno 2023).

Scadenze europee (EU). Al 30 giugno 2023 tutte le scadenze europee risultano rispettate ad eccezione dell’obiettivo “Assegnazione di 1.800 borse di studio per la formazione specifica in Medicina generale”, destinate alla formazione dei nuovi medici di famiglia. «A fronte di risorse ripartite alle Regioni nell’ottobre 2022 – spiega Cartabellotta – ad oggi non risulta alcuna assegnazione delle borse di studio. Senza entrare nel merito delle sinergie e delle relative responsabilità di Governo e Regioni, di fatto l’obiettivo non risulta raggiunto come riportato sul sito del Ministero della Salute».

Scadenze nazionali. Al 30 giugno 2023 non risultano rispettate le seguenti scadenze:

  • Scadenze 31 dicembre 2022
    • Approvazione dei progetti idonei per indizione della gara per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute
    • Approvazione di almeno 600 progetti idonei per indizione della gara per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali
  • Scadenze 31 marzo 2023
    • Incremento di 292.000 persone over 65 da trattare in assistenza domiciliare
    • Assegnazione di almeno 600 Codici Unici di Gara (CIG)/provvedimento di convenzione per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali
  • Scadenze 30 giugno 2023
    • Assegnazione di almeno 1.350 codici CIG/provvedimento di convenzione per la realizzazione delle Case della Comunità. Da rilevare che la “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo riporta che ad aprile i CIG attribuiti erano 1.327
    • Stipula di un contratto per il progetto pilota che fornisca strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza primaria
    • Stipula di almeno 70 contratti per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute
    • Stipula di almeno 600 contratti per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali
    • Reingegnerizzazione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) a livello locale – Completamento del patrimonio informativo (servizi applicativi) – Numero di nuovi flussi informativi nazionali adottati da tutte le 21 Regioni: riabilitazione territoriale, consultori familiari
    • Completamento della procedura di iscrizione ai corsi di formazione manageriale

«Rilevante segnalare – precisa Cartabellotta – che la “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo non fa alcuna menzione delle scadenze nazionali non rispettate, nonostante siano regolarmente monitorate e rendicontate dal sito PNRR Salute del Ministero della Salute e rappresentino cruciali indicatori di monitoraggio intermedio per le Regioni e, a cascata, per le Aziende sanitarie».

Livello di spesa. La “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo riporta che la maggior parte delle Amministrazioni titolari ha raggiunto un livello di spesa inferiore alle previsioni: in particolare per la Missione Salute a fronte di uno stanziamento di € 15.625,5 milioni, sono stati spesi meno di € 79 milioni, ovvero lo 0,5% dei fondi. «Un dato – commenta Cartabellotta – che conferma i ritardi accumulati sulle scadenze nazionali e che potrebbe incidere sul raggiungimento degli obiettivi finali».

Elementi di debolezza e criticità. Per la Missione Salute la “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo ha identificato criticità per eventi e circostanze oggettive su tre obiettivi: “Casa della Comunità e presa in carico della persona”, “Ospedali di Comunità” e “Verso un ospedale sicuro e sostenibile”. Le criticità segnalate riguardano l’aumento dei costi, anche per scarsità di materiali, lo squilibrio tra offerta e domanda, gli investimenti non attrattivi e l’impreparazione del tessuto produttivo. «Dalla classificazione delle criticità – commenta Cartabellotta – e dagli esempi riportati non è affatto chiaro se si tratti di situazioni che hanno già condizionato lo status di avanzamento dei progetti, oppure se costituiscano ostacoli dal potenziale impatto sulle scadenze future».

«Al 30 giugno 2023 – conclude Cartabellotta – l’attuazione della Missione Salute fa registrare una sola scadenza europea non rispettata, ovvero l’assegnazione di 1.800 borse di studio per la formazione specifica in Medicina generale. Un ritardo che potrebbe essere anche conseguente a co-responsabilità delle Regioni per mancata pubblicazione dei bandi. Dalla nostra analisi emergono però altri elementi degni di nota. Innanzitutto, il mancato rispetto di numerose scadenze nazionali relative non solo a giugno 2023, ma anche a marzo 2023 e a dicembre 2022; ritardi peraltro non segnalati né dal sito Italia Domani, né dalla “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo, le cui modalità di rendicontazione pubblica non seguono le scadenze nazionali. In secondo luogo, la quantità irrisoria di fondi effettivamente già spesi (0,5%), che in larga misura dipende dai ritardi accumulati sulle scadenze nazionali. Infine, la revisione degli obiettivi intermedi della quarta rata non riguarda gli interventi della Missione 6 di cui è titolare il Ministero della Salute».

Per approfondire

HERA Invest offre 100 milioni € per soluzioni innovative contro le minacce per la salute

La Commissione e la Banca europea per gli investimenti annunciano oggi l’istituzione di HERA Invest, un’integrazione di 100 milioni € al programma InvestEU, per sostenere ricerca e sviluppo (R&S) sulle minacce sanitarie transfrontaliere più urgenti, finanziati mediante il programma EU4Health. Attualmente le imprese europee hanno difficoltà ad accedere a finanziamenti pubblici e privati sufficienti per lo sviluppo e l’espansione di soluzioni all’avanguardia nell’ambito della salute e delle scienze della vita. L’innovazione è necessaria per rispondere alle minacce sanitarie prioritarie, come gli agenti patogeni con un elevato potenziale pandemico o la resistenza agli antibiotici.

HERA Invest, un’iniziativa faro dell’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie, si concentrerà sulla prevenzione e la preparazione alle emergenze sanitarie, contribuendo ad affrontare tali sfide attraverso:

  • la promozione della R&S in Europa per potenziare l’autonomia strategica;
  • la riduzione dei fallimenti del mercato, quando le risorse finanziarie non coprono il fabbisogno di finanziamenti;
  • la mobilitazione dei finanziamenti pubblici per incentivare gli investimenti privati;
  • la predisposizione di nuove contromisure mediche volte a proteggere dalle minacce per la salute.

Come opera HERA Invest?

Lo strumento finanziario HERA Invest è rivolto alle piccole e medie imprese (PMI) che sviluppano contromisure mediche per affrontare una delle seguenti minacce per la salute:

  • agenti patogeni con potenziale pandemico o epidemico;
  • minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari derivanti da emissioni accidentali o deliberate;
  • resistenza antimicrobica.

Nell’ambito di HERA Invest, la Banca europea per gli investimenti (BEI) concederà prestiti di capitale di rischio, che copriranno al massimo il 50 % dei costi totali del progetto. La procedura di presentazione delle domande è in corso. La BEI valuta se un’operazione è ammissibile in base a criteri definiti e alla fattibilità commerciale e scientifica del progetto.

Le imprese interessate possono trovare maggiori informazioni qui, o contattare la BEI direttamente o attraverso l’HERA.

Contesto

La missione dell’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA) è prevenire, individuare e rispondere rapidamente alle emergenze sanitarie. L’HERA è stata istituita nel settembre 2021 per sostituire le singole soluzioni ad hoc impiegate nella gestione e nella risposta alla pandemia con una struttura permanente dotata di strumenti e risorse adeguati per pianificare l’azione dell’UE in caso di emergenze sanitarie. Uno degli obiettivi principali dell’HERA è garantire lo sviluppo, la produzione, l’approvvigionamento e l’equa distribuzione di contromisure mediche essenziali per colmare eventuali lacune in termini di disponibilità e accessibilità.

L’istituzione di HERA Invest è una delle cinque iniziative faro dell’HERA, come indicato nel piano di lavoro dell’HERA 2023, che affronta le sfide e i fallimenti del mercato e rafforza l’autonomia strategica aperta dell’Unione.

L’HERA, insieme agli Stati membri, ha individuato tre specifiche minacce sanitarie a impatto elevato per garantire la preparazione e la risposta, colmando eventuali lacune nella disponibilità e nell’accessibilità delle contromisure mediche.

L’individuazione delle principali minacce alla nostra sicurezza sanitaria ha dato l’avvio a un processo volto a garantire lo sviluppo, la capacità di produzione e l’espansione della produzione, l’approvvigionamento e la potenziale costituzione di scorte di medicinali, strumenti diagnostici, dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale, nonché altre contromisure mediche finalizzate garantirne la disponibilità e l’accessibilità in caso di necessità. L’HERA garantirà che gli investimenti siano costantemente orientati alla salvaguardia della salute pubblica e della sicurezza sanitaria in termini di disponibilità di contromisure mediche.

L’HERA è un pilastro essenziale dell’Unione europea della salute e una risorsa fondamentale per rafforzare la risposta e la preparazione dell’UE alle emergenze sanitarie.

La Banca europea per gli investimenti (BEI): la BEI è di proprietà comune dei 27 Stati membri dell’UE. Attraverso le sue attività di prestito, finanziamento misto e consulenza, mira a rafforzare il potenziale dell’Europa in termini di posti di lavoro e crescita, a sostenere le azioni di adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione degli stessi e a promuovere le politiche dell’UE al di fuori dei suoi confini. Tra il 2015 e il 2020 la BEI è stata il partner esecutivo del Fondo europeo per gli investimenti strategici e il gestore del polo europeo di consulenza sugli investimenti, i principali pilastri del piano di investimenti per l’Europa. Dal 2021 è uno dei partner esecutivi di InvestEU.

Il programma InvestEU fornisce all’UE finanziamenti a lungo termine, mobilitando fondi pubblici e privati a sostegno delle priorità politiche dell’UE. Nell’ambito del programma, il Fondo InvestEU è attuato tramite partner finanziari che investiranno in progetti utilizzando la garanzia di bilancio dell’UE, mobilitando così almeno 372 miliardi € di investimenti supplementari.

Slitta ancora il Piano di prevenzione vaccinale. Conversano (HappyAgeing): “Segnale negativo per la politica e per la salute pubblica”

“La mancata approvazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 (PNPV) da parte della Conferenza Stato-Regioni, nel corso della seduta tenutasi quest’oggi, è una cattiva notizia per la politica, per il Servizio Sanitario Nazionale e per la salute pubblica. Come HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo esprimiamo preoccupazione per questo atto mancato e molto atteso che consentirebbe alle Regioni di elaborare e organizzare strategie e campagne vaccinali capillari ed efficaci”. Lo afferma Michele Conversano, Presidente Comitato Tecnico Scientifico HappyAgeing, commentando la notizia della mancata approvazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 da parte della Conferenza Stato-Regioni.

“Teniamo a ricordare che il nostro Paese è senza un Piano aggiornato dal 2019 e che fino ad ora si è proceduto con proroghe del precedente. È del tutto evidente, soprattutto alla luce dell’esperienza del Covid, quanto sia urgente l’approvazione di un nuovo Piano che tenga conto delle innovazioni, delle evidenze scientifiche acquisite nel frattempo e delle esigenze di salute pubblica, che sono in continua evoluzione. Non si può ignorare, ad esempio – chiarisce Conversano – il progressivo invecchiamento della popolazione che richiede un’attenzione particolare e dedicata alle vaccinazioni raccomandate per la terza età, con indicazioni specifiche anche per campagne di chiamata attiva adeguate al target”.

Il mancato accordo sul PNPV 2023-2025 può rappresentare tuttavia un’opportunità per migliorare ancora il testo e inserire al suo interno le indicazioni relative ai vaccini contro il Covid. “Al momento, infatti, il documento non affronta il tema Covid, sebbene sia ormai ampiamente dimostrata l’utilità dei vaccini nella prevenzione delle forme gravi di malattia nei soggetti fragili, primi fra tutti gli anziani. Auspichiamo dunque – conclude il Presidente C.T.S. HappyAgeing – che si trovi spazio, all’interno del Piano, per le indicazioni relative al Covid o, in alternativa, che arrivi presto una circolare del Ministero della Salute, così da farci trovare pronti alla prossima stagione autunnale”.

“Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale è un documento di importanza strategica per la salute collettiva e quindi per quell’ampia e fragile fascia di popolazione rappresentata dagli anziani – ribadisce Francesco Macchia di HappyAgeing – Per questo, in occasione degli Stati Generali dell’Invecchiamento attivo, che si terranno a Roma il prossimo 3 ottobre, dedicheremo una sessione di lavoro proprio al PNPV e alla normalizzazione dell’immunizzazione per il COVID. Speriamo di poter discutere dei contenuti del Piano approvato e non di trovarci a commentare la mancanza di un documento di così grande rilevanza”.

Per approfondire

OMS: le continue epidemie di influenza aviaria negli animali rappresentano un rischio per l’uomo

Le attuali epidemie di influenza aviaria hanno causato devastazioni nelle popolazioni animali come pollame, uccelli selvatici e alcuni mammiferi, e danneggiato i mezzi di sussistenza degli agricoltori e il commercio alimentare. Sebbene colpiscano in gran parte gli animali, questi focolai pongono rischi continui per l’uomo.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e l’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH) stanno esortando i paesi a lavorare insieme in tutti i settori per salvare quanti più animali possibile e proteggere le persone.

I virus dell’influenza aviaria normalmente si diffondono tra gli uccelli, ma il numero crescente di rilevamenti di influenza aviaria H5N1 tra i mammiferi, che sono biologicamente più vicini agli esseri umani rispetto agli uccelli, solleva la preoccupazione che il virus possa adattarsi per infettare gli esseri umani più facilmente. Inoltre, alcuni mammiferi possono fungere da recipienti di miscelazione per i virus dell’influenza, portando alla comparsa di nuovi virus che potrebbero essere più dannosi per gli animali e per l’uomo.

Il ceppo oca/Guangdong dei virus dell’influenza aviaria H5N1 è emerso per la prima volta nel 1996 e da allora ha causato epidemie negli uccelli. Dal 2020, una variante di questi virus appartenenti al clade H5 2.3.4.4b ha portato a un numero senza precedenti di decessi negli uccelli selvatici e nel pollame in molti paesi in Africa, Asia ed Europa. Nel 2021 il virus si è diffuso in Nord America e nel 2022 in Centro e Sud America.

Nel 2022, 67 paesi in cinque continenti hanno segnalato a WOAH focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 nel pollame e nei volatili selvatici, con oltre 131 milioni di pollame domestico persi a causa della morte o dell’abbattimento nelle fattorie e nei villaggi colpiti. Nel 2023, altri 14 paesi hanno segnalato focolai, principalmente nelle Americhe, poiché la malattia continua a diffondersi. Diversi eventi di morte di massa sono stati segnalati negli uccelli selvatici, causati dai virus dell’influenza A(H5N1) clade 2.3.4.4b.

Monitoraggio della recente ondata di focolai tra i mammiferi

Recentemente, ci sono state segnalazioni crescenti di focolai mortali tra i mammiferi causati anche dai virus dell’influenza A(H5), compresi i virus dell’influenza A(H5N1). Dieci paesi in tre continenti hanno segnalato focolai nei mammiferi a WOAH dal 2022. È probabile che ci siano più paesi in cui i focolai non sono stati ancora rilevati o segnalati. Sia i mammiferi terrestri che quelli marini sono stati colpiti, compresi focolai di visoni d’allevamento in Spagna, foche negli Stati Uniti d’America e leoni marini in Perù e Cile, con almeno 26 specie note per essere state colpite. I virus H5N1 sono stati rilevati anche in animali domestici come cani e gatti in diversi paesi, con recenti rilevamenti di H5N1 nei gatti annunciati dalle autorità polacche.

“C’è un recente cambiamento di paradigma nell’ecologia e nell’epidemiologia dell’influenza aviaria che ha accresciuto la preoccupazione globale poiché la malattia si è diffusa in nuove regioni geografiche e ha causato insolite morie di uccelli selvatici e un allarmante aumento dei casi di mammiferi”, ha affermato il dottor Gregorio Torres, Direttore del Dipartimento di Scienze del WOAH.

Valutazione del rischio per l’uomo

Sono stati segnalati anche sporadici rilevamenti di virus dell’influenza A (H5N1) clade 2.3.4.4b nell’uomo, ma rimangono molto rari, con 8 casi segnalati da dicembre 2021. Le infezioni nell’uomo possono causare malattie gravi con un alto tasso di mortalità. I casi umani finora rilevati sono per lo più legati a stretto contatto con uccelli infetti e ambienti contaminati.

“Con le informazioni disponibili finora, il virus non sembra essere in grado di trasmettersi facilmente da una persona all’altra, ma è necessaria vigilanza per identificare qualsiasi evoluzione del virus che possa cambiarlo”, ha affermato la dott.ssa Sylvie Briand, direttrice di Epidemic e Pandemic Preparedness and Prevention, OMS. “L’OMS sta lavorando a stretto contatto con la FAO e WOAH e le reti di laboratori per monitorare l’evoluzione di questi virus, cercando segnali di qualsiasi cambiamento che potrebbe essere più pericoloso per l’uomo. Incoraggiamo tutti i paesi ad aumentare la loro capacità di monitorare questi virus e di rilevare eventuali casi umani.Ciò è particolarmente importante in quanto il virus sta ora colpendo paesi con un’esperienza precedente limitata nella sorveglianza dell’influenza aviaria”.

Sono in corso studi per identificare eventuali cambiamenti nel virus che potrebbero aiutare il virus a diffondersi più facilmente tra i mammiferi, compreso l’uomo.

“L’epidemiologia dell’H5N1 continua a evolversi rapidamente”, sostiene Keith Sumption, Veterinario Capo della FAO. “La FAO richiama l’attenzione sulla necessità di vigilanza e condivisione tempestiva delle sequenze genetiche per monitorare l’epidemiologia molecolare per la valutazione del rischio e un migliore controllo delle malattie”.

Frenare la diffusione dell’influenza aviaria

Data la diffusione senza precedenti del virus dell’influenza aviaria A(H5N1) tra uccelli e mammiferi e il potenziale rischio per la salute umana, i partner tripartiti – FAO, OMS e WOAH – esortano i paesi a intraprendere le seguenti azioni:

  • Prevenire l’influenza aviaria alla fonte , principalmente attraverso misure di biosicurezza potenziate negli allevamenti e nelle catene del valore del pollame, e applicare buone pratiche igieniche. I membri WOAH, in consultazione con il settore avicolo, possono considerare la vaccinazione del pollame come uno strumento complementare di controllo delle malattie basato su una solida sorveglianza e tenendo conto di fattori locali come ceppi virali circolanti, valutazione del rischio e condizioni di attuazione della vaccinazione.
  • Rileva, segnala e rispondi rapidamente alle epidemie animali come prima linea di difesa. Quando viene rilevata un’infezione negli animali, i paesi sono incoraggiati ad attuare strategie di controllo come descritto negli standard WOAH.
  • Rafforzare la sorveglianza dell’influenza negli animali e nell’uomo. Per consentire una risposta tempestiva, la sorveglianza basata sul rischio negli animali dovrebbe essere rafforzata prima e durante i periodi ad alto rischio. I casi animali di influenza aviaria devono essere segnalati tempestivamente alla WOAH. Il sequenziamento genetico dovrebbe essere condotto periodicamente per rilevare eventuali cambiamenti nei virus già presenti nell’area o l’introduzione di nuovi virus. Negli esseri umani , dovrebbe essere data priorità a quanto segue: (i) sorveglianza per gravi infezioni respiratorie acute e malattie simil-influenzali, (ii) attento esame di eventuali modelli epidemiologici insoliti, (iii) segnalazione di infezioni umane ai sensi del regolamento sanitario internazionale e ( iv) condivisione dei virus influenzali con i Centri di collaborazione per la consultazione e la ricerca sull’influenza del Sistema globale di sorveglianza e risposta all’influenza dell’OMS (GISRS).
  • Condurre indagini epidemiologiche e virologiche su epidemie animali e infezioni umane. La sorveglianza dovrebbe essere rafforzata per individuare e indagare rapidamente su ulteriori casi sospetti di animali e umani.
  • Condividi rapidamente i dati sulla sequenza genetica dei virus umani, animali o dei loro ambienti in database accessibili al pubblico, anche prima della pubblicazione sottoposta a revisione paritaria.
  • Incoraggiare la collaborazione tra i settori della salute animale e umana , in particolare nei settori della condivisione delle informazioni, della valutazione congiunta del rischio e della risposta.
  • Comunicare il rischio. Allertare e formare gli operatori sanitari e le persone professionalmente esposte sui modi per proteggersi. Il pubblico in generale e i lavoratori degli animali dovrebbero essere avvisati di evitare il contatto con animali malati e morti e di segnalarli alle autorità sanitarie. Dovrebbero anche essere avvisati di cercare assistenza medica in caso di malessere e di segnalare qualsiasi esposizione agli animali al proprio medico.
  • Garantire la preparazione alla pandemia influenzale a tutti i livelli.

FAO, OMS e WOAH hanno convocato esperti per esaminare la situazione, monitorare la natura in rapida evoluzione del virus e aggiornare le raccomandazioni per frenarne la diffusione, oltre a lavorare con i paesi in preparazione e risposta e facilitare la collaborazione tra paesi e settori. La diffusione del virus nei cinque continenti parla della necessità di cooperazione globale e vigilanza per proteggere animali, persone ed economie.