Sclerosi multipla, benefici clinici e impatti non clinici: il valore della formulazione sottocutanea di ocrelizumab rispetto all’endovenosa

Il confronto con la formulazione endovenosa evidenzia minori tempi di somministrazione e occupazione delle poltrone, oltre a vantaggi economici, sociali e organizzativi per i centri

Introduzione

La sclerosi multipla (SM) è una malattia infiammatoria cronica, autoimmune e neurodegenerativa del sistema nervoso centrale, caratterizzata da processi di demielinizzazione e progressivo accumulo di disabilità. In Italia interessa oltre 140.000 persone e rappresenta una delle principali cause di disabilità neurologica nei giovani adulti, con un rilevante impatto clinico, sociale ed economico per i pazienti, i caregiver, le strutture sanitarie destinate alla gestione della patologia e il Servizio sanitario nazionale (SSN). La natura cronica della patologia e la progressiva evoluzione della disabilità determinano infatti un crescente fabbisogno assistenziale, con importanti ricadute sull’organizzazione dei servizi sanitari e sulla qualità di vita delle persone affette da SM.

Negli ultimi anni, l’introduzione dei farmaci modificanti il decorso della malattia (Disease Modifying Therapies, DMTs) ha profondamente modificato la gestione della SM, consentendo di ridurre l’attività infiammatoria, rallentare la progressione della disabilità e migliorare gli outcome clinici. Tra questi, ocrelizumab, anticorpo monoclonale umanizzato anti-CD20, rappresenta uno dei trattamenti di riferimento per le forme recidivanti della malattia ed è, ad oggi, l’unico farmaco approvato anche per la sclerosi multipla primariamente progressiva.

Pazienti e professionisti sanitari attribuiscono crescente importanza agli aspetti organizzativi della terapia

Recentemente è stata introdotta una formulazione sottocutanea di ocrelizumab che, nello studio registrativo di fase III OCARINA II [Newsome et al., 2025], ha dimostrato la non inferiorità rispetto alla formulazione endovenosa in termini di efficacia, sicurezza e farmacocinetica, consentendo al contempo una sostanziale riduzione del tempo necessario alla somministrazione. Tali evidenze aprono nuove prospettive nella gestione organizzativa dei pazienti con SM, rendendo possibile una semplificazione del percorso assistenziale e una più efficiente allocazione delle risorse disponibili.

L’innovazione terapeutica, tuttavia, non può essere valutata esclusivamente sulla base degli outcome clinici. In un contesto caratterizzato da un progressivo incremento della prevalenza della malattia, dalla crescente pressione sui centri dedicati alla SM e dalla necessità di garantire la sostenibilità dei servizi sanitari, diventa fondamentale considerare anche gli effetti che una nuova tecnologia può generare sul funzionamento delle organizzazioni sanitarie, sull’utilizzo delle risorse professionali e strutturali, sull’esperienza di cura del paziente e sull’impatto sociale complessivo. Recenti evidenze hanno inoltre mostrato come pazienti e professionisti sanitari attribuiscano crescente importanza agli aspetti organizzativi della terapia, quali la modalità di somministrazione, la frequenza dei trattamenti e il setting assistenziale, riconoscendo a tali elementi un ruolo rilevante nella qualità dell’assistenza, nell’aderenza terapeutica e nei processi di decisione condivisa [Gasperini et al., 2025].

Si valuta il valore non clinico associato all’introduzione di SC ocrelizumab nel trattamento della SM

Alla luce di tali considerazioni, il presente contributo si propone di valutare il valore non clinico associato all’introduzione della formulazione sottocute di ocrelizumab nel trattamento della SM, analizzandone gli impatti economici, organizzativi, sociali, etici e di equità, nonché le percezioni dei professionisti sanitari coinvolti nel percorso di presa in carico e cura del paziente.

Metodi

La valutazione è stata sviluppata secondo un approccio mixed-method, focalizzando l’attenzione sui domini di valore non clinico associati all’introduzione della formulazione sottocutanea di ocrelizumab rispetto alla formulazione endovenosa. Nello specifico, sono stati quantificati gli impatti economici, organizzativi e sociali derivanti dalla nuova modalità di somministrazione e, parallelamente, sono state rilevate le percezioni dei professionisti sanitari relativamente agli aspetti organizzativi, etico-sociali e di equità correlati alla nuova modalità di somministrazione.

In una prima fase è stato ricostruito il percorso assistenziale relativo alla preparazione e alla somministrazione di ocrelizumab, confrontando la formulazione endovenosa (EV) con quella sottocute (SC). La mappatura del processo ha incluso le principali fasi assistenziali che caratterizzano il percorso terapeutico: visita specialistica e definizione del piano terapeutico, validazione della prescrizione, preparazione del farmaco, trasporto dalla farmacia ospedaliera all’unità operativa, somministrazione e monitoraggio del paziente. Per ciascuna fase sono state identificate le figure professionali coinvolte, i tempi di esecuzione, i materiali di consumo utilizzati e le apparecchiature necessarie allo svolgimento delle attività.

È stato ricostruito il percorso assistenziale relativo alla preparazione e alla somministrazione di ocrelizumab

La valorizzazione economica del percorso è stata effettuata mediante un approccio di Time-Driven Activity-Based Costing (TDABC), stimando i costi diretti sanitari associati alle risorse professionali, ai dispositivi medici, ai materiali di consumo e alle attrezzature impiegate durante ciascuna fase del processo [Keel et al., 2017]. Il costo delle risorse umane è stato determinato sulla base del costo medio nazionale al minuto delle diverse figure professionali, derivato dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), moltiplicato per il tempo effettivamente dedicato alle singole attività. I costi relativi alle apparecchiature sono stati stimati considerando il ciclo di vita utile delle tecnologie e il volume annuale delle procedure, mentre i materiali di consumo sono stati valorizzati secondo la loro effettiva quantità di utilizzo. Ai costi diretti è stata successivamente aggiunta una quota del 20% relativa ai costi generali di struttura [Adduce et al., 2004].

I costi unitari ottenuti sono stati successivamente proiettati su base annuale considerando il regime posologico previsto dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto per entrambe le formulazioni. Per quanto riguarda la somministrazione EV, è stata considerata una dose di iniziale di 600 mg da somministrarsi mediante due diverse infusioni endovenose: una prima infusione da 300 mg, seguita da una seconda infusione da 300 mg due settimane più tardi. In seguito, le dosi successive di ocrelizumab vengono somministrate mediante singola infusione endovenosa da 600 mg ogni 6 mesi. Per quanto riguarda la modalità sottocute, invece, è stata considerata la dose raccomandata di 920 mg somministrati ogni 6 mesi. La valorizzazione economica del farmaco è stata effettuata utilizzando il prezzo ex-factory delle due formulazioni di ocrelizumab. A tale valore è stata applicata la riduzione obbligatoria del 5%+5%, in linea con le disposizioni vigenti in materia di contenimento della spesa farmaceutica. È stata inoltre aggiunta l’IVA del 10%, in quanto rappresenta un costo addizionale che le Aziende Sanitarie devono sostenere per l’acquisizione del farmaco, risultando quindi rilevante per la valorizzazione economica realizzata ai fini dell’analisi.

Sono state effettuate valorizzazione economica su base annuale e Budget Impact Analysis

Sulla base di tali informazioni è stata inoltre sviluppata una Budget Impact Analysis, simulando differenti scenari di progressiva introduzione della formulazione SC in pratica clinica, assumendo una popolazione ospedaliera target di 50 pazienti con SM eleggibili a tale molecola: nello specifico, uno scenario basale (Scenario AS IS) che non prevede l’utilizzo della nuova formulazione è stato comparato con due scenari innovativi che prevedono l’utilizzo della formulazione SC per il 50% (Scenario TO BE 1) e per l’80% (Scenario TO BE 2) dei pazienti rispettivamente.

Parallelamente è stata condotta una valutazione dell’impatto organizzativo, stimando le differenze tra le due modalità di somministrazione in termini di impiego delle risorse professionali, tempo di occupazione delle postazioni infusionali e capacità produttiva potenzialmente liberata.

Sono stati valutati l’impatto organizzativo e quello sociale

L’analisi è stata completata con una valutazione dell’impatto sociale, considerando la diversa permanenza del paziente presso il centro clinico per l’esecuzione del trattamento, considerando due componenti principali.

La prima riguarda la perdita di produttività del paziente, valorizzata sulla base del tempo medio trascorso presso il centro clinico per ciascun accesso terapeutico, come dichiarato dai professionisti coinvolti nella mappatura dei percorsi assistenziali. In particolare, è stata assunta una permanenza media di 8 ore per ciascun accesso associato alla formulazione endovenosa e di 4 ore per ciascun accesso associato alla formulazione sottocutanea. La perdita di produttività è stata monetizzata mediante l’approccio dell’Human Capital, utilizzando il reddito medio annuo di un soggetto in età lavorativa (€ 27.634/anno), assumendo 20 giornate lavorative mensili di 8 ore ciascuna.

La seconda componente riguarda i costi di trasporto sostenuti dal paziente per raggiungere il centro prescrittore. Tali costi sono stati valorizzati utilizzando le tabelle nazionali dell’Automobile Club d’Italia (ACI), che consentono di stimare il costo medio di utilizzo del veicolo comprensivo di carburante, manutenzione, pneumatici, assicurazione, pedaggi e ammortamento. Sulla base di tali riferimenti è stato stimato un costo medio pari a € 42,36 per ciascun tragitto di andata e ritorno. Coerentemente con il percorso assistenziale ricostruito, sono stati considerati tre accessi ospedalieri per il trattamento endovenoso (corrispondenti a tre tragitti di andata e ritorno e tre episodi di perdita di produttività di 8 ore ciascuno) e due accessi ospedalieri per la formulazione sottocutanea (due tragitti di andata e ritorno e due episodi di perdita di produttività di 4 ore ciascuno).

Sono state analizzate le percezioni dei professionisti sanitari

Infine, è stata condotta un’analisi qualitativa delle percezioni dei professionisti sanitari coinvolti nella gestione della sclerosi multipla. Il questionario, sviluppato sulla base dei domini del Core Model di EUnetHTA e della letteratura disponibile, ha esplorato gli aspetti organizzativi, sociali, etici e di equità associati alle due formulazioni di ocrelizumab. I partecipanti hanno espresso un punteggio variabile da -3 a +3, secondo un approccio comparativo tra le due formulazioni [Mitton et al., 2011], consentendo di evidenziare le differenze di percezione tra i gruppi di stakeholder e di integrare i dati quantitativi con informazioni sulle esperienze soggettive [Berg, 2009].

L’intera attività è stata realizzata con il coinvolgimento di 21 professionisti sanitari (neurologi, farmacisti ospedalieri e coordinatori infermieristici) partecipanti al Corso FARO, organizzato dalla LIUC Business School (Castellanza, VA) nel 2026. Il coinvolgimento diretto di professionisti operanti nei centri dedicati alla sclerosi multipla ha consentito di ricostruire il percorso assistenziale sulla base della pratica clinica attuale e di integrare le analisi quantitative con le percezioni maturate nell’esperienza assistenziale quotidiana.

Risultati

I professionisti coinvolti

Prima di entrare nel merito della valutazione è opportuno segnalare, come già sopra indicato, che la valutazione ha coinvolto 21 professionisti sanitari operanti presso centri dedicati alla gestione della sclerosi multipla. Il panel è composto prevalentemente da farmacisti ospedalieri (62%), seguiti da neurologi (33%) e coordinatori infermieristici (5%), come illustrato in Figura 1.

Figura 1. Distribuzione percentuale dei professionisti partecipanti all’analisi, suddivisi per profilo professionale

Risultati di natura economico-organizzativa e sociale

La mappatura del percorso assistenziale di preparazione e somministrazione di ocrelizumab ha evidenziato una riduzione delle risorse economiche assorbite dalla formulazione sottocutanea rispetto alla formulazione endovenosa (Tabella 1).

Un focus sulla singola preparazione e somministrazione

Formulazione EV

Formulazione SC

Differenza (%)

Fase di preparazione

Risorse umane

97,62 €

89,57 €

-8%

Materiali di consumo/apparecchiature

13,91 €

1,34 €

-90%

Fase di somministrazione

Risorse umane

8,05 €

4,02 €

-50%

Materiali di consumo/apparecchiature

9,21 €

0,47 €

-95%

Fase di monitoraggio

Risorse umane

45,05 €

39,02 €

-13%

Totale

173,84 €

134,42 €

-23%

Costi generali (+20%)

34,77 €

26,88 €

-23%

Totale con costi generali

208,60 €

161,30 €

-23%

Tabella 1. Valorizzazione economica della singola preparazione e somministrazione di ocrelizumab

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Considerando il singolo episodio di preparazione e somministrazione, il costo complessivo del percorso, comprensivo dei costi generali, è risultato pari a 161,30 € per la formulazione sottocutanea e 208,60 € per quella endovenosa, corrispondente a una riduzione del 23%. Il differenziale economico è principalmente riconducibile alla minore necessità di materiali di consumo, i cui costi si riducono del 90% durante la fase di preparazione e del 95% nella fase di somministrazione. Anche il costo associato alle risorse professionali risulta inferiore nella formulazione sottocutanea, con riduzioni comprese tra l’8% e il 50% nelle diverse fasi del percorso.

L’estensione della valorizzazione economica a un orizzonte temporale annuale, comprensiva del costo di acquisizione del farmaco secondo il regime posologico previsto dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, conferma il vantaggio economico della formulazione sottocutanea. Il costo annuale per paziente risulta infatti pari a 25.141,35 € per la formulazione sottocutanea rispetto a 25.444,56 € della formulazione endovenosa, con un risparmio di 303,21 € per paziente/anno, corrispondente a una riduzione dell’1,19% (Tabella 2).

 

Formulazione EV

Formulazione SC

1a dose

12.826,58 €

12.570,67 €

2 a dose

12.617,98 €

12.570,67 €

Totale

25.444,56 €

25.141,35 €

Differenziale (euro)

-303,21 €

Differenziale (%)

-1,19%

Tabella 2. Costo annuale del trattamento con ocrelizumab per paziente

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L’analisi di impatto sul budget, ipotizzando un centro con 50 pazienti eleggibili al trattamento con ocrelizumab, evidenzia come la progressiva introduzione della formulazione sottocutanea determini una riduzione della spesa complessivamente destinata (Tabella 3).

Scenari

AS IS

[formulazione EV: 100%;

formulazione SC: 0%]

TO BE 1

[formulazione EV: 50%;

formulazione SC: 50%]

TO BE 2

[formulazione EV: 20%;

formulazione SC: 80%]

Endovenoso

1.272.227,91 €

636.113,96 €

254.445,58 €

Sottocute

0,00 €

628.533,75 €

1.005.654,00 €

Totale

1.272.227,91 €

1.264.647,70 €

1.260.099,58 €

 

Differenza (euro)

Differenza (%)

Scenario TO BE 1 versus scenario AS IS

-7.580,21 €

-0,596%

Scenario TO BE 2 versus scenario AS IS

-12.128,33 €

-0,953%

Scenario TO BE 2 versus scenario TO BE 1

-4.548,13 €

-0,360%

Tabella 3. Analisi di impatto sul budget

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Nello scenario in cui il 50% dei pazienti viene trattato con la formulazione SC (Scenario TO BE 1), il risparmio annuale è pari a 7.580,21 € (-0,60%); mentre nell’ipotesi di un utilizzo nell’80% dei pazienti eleggibili (Scenario TO BE 2), il risparmio raggiunge 12.128,33 € (-0,95%) rispetto allo scenario caratterizzato dal solo utilizzo della formulazione EV.

La ricostruzione del percorso assistenziale ha evidenziato rilevanti differenze anche sotto il profilo organizzativo (Tabella 4).

Formulazione EV

Formulazione SC

Pre-medicazione (tempo professionista)

45 min

45 min

Infusione/Iniezione

Prima dose

150 min

10 min

Dosi successive

210 min

10 min

Tempo del professionista dedicato all’infusione

20 min

10 min

Monitoraggio (tempo professionista)

Prima dose

60 min

45 min

Dosi successive

60 min

45 min

Tabella 4. Tempi del percorso assistenziale per la somministrazione di ocrelizumab

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Pur mantenendo invariata la fase di premedicazione (45 minuti), la formulazione sottocutanea riduce in maniera sostanziale i tempi dedicati alla somministrazione del farmaco e al successivo monitoraggio clinico.

Considerando l’intero percorso assistenziale, dalla premedicazione al monitoraggio, il tempo complessivamente richiesto ai professionisti sanitari si riduce da 375 minuti per paziente/anno nella formulazione EV a 200 minuti nella formulazione SC, corrispondente a una riduzione di 175 minuti (-47%) a singolo paziente (Tabella 5).

Formulazione EV

Formulazione SC

Prima Dose

250 min (considerando le due infusioni, necessarie per la prima dose)

100 min

Seconda Dose

125 min

100 min

Minutaggio totale

375 min

200 min

Differenza

-175 min

Differenza (%)

-47%

Tabella 5. Effort del professionista, richiesto per la gestione annuale del paziente

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Proiettando tale differenza sulla coorte di 50 pazienti, il tempo professionale liberato risulta compreso tra 72,9 ore e 116,7 ore annue rispettivamente negli scenari di utilizzo della formulazione SC nel 50% e nell’80% dei pazienti eleggibili.

Il beneficio di natura organizzativa risulta ancora più evidente considerando il tempo di occupazione delle poltrone destinate ai trattamenti infusionali. Su base annuale, la formulazione EV richiede infatti un’occupazione media della poltrona pari a 600 minuti per paziente, mentre la formulazione SC richiede soltanto 110 minuti, considerando sia il tempo di somministrazione sia quello di monitoraggio post-trattamento.

Tale differenza si traduce, sulla medesima popolazione citata di 50 pazienti, in una riduzione dell’occupazione delle postazioni infusionali compresa tra 204 e 327 ore annue. La capacità produttiva liberata consentirebbe, nello scenario più conservativo (in cui la formulazione SC viene proposta al 50% dei pazienti eleggibili), di trattare 10 ulteriori pazienti mediante formulazione EV e 56 ulteriori pazienti mediante formulazione SC, senza incrementare il numero di postazioni disponibili e a parità di risorse umane disponibili in struttura (Tabella 6).

 

Formulazione EV

Formulazione SC

Differenza

Occupazione poltrona/paziente/anno (min)

600

110

-490

Ore di poltrona liberate, considerando un tasso di penetrazione di SC del 50%

 

204

 

Ore di poltrona liberate, considerando un tasso di penetrazione di SC dell’80%

 

327

 

Pazienti EV aggiuntivi trattabili, considerando un tasso di penetrazione di SC del 50%

 

10

 

Pazienti SC aggiuntivi trattabili, considerando un tasso di penetrazione di SC del 50%

 

56

 

Tabella 6. Impatto della formulazione sottocutanea sulla capacità produttiva del centro

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La riduzione del tempo di permanenza presso il centro clinico si riflette anche in una diminuzione dei costi indiretti sostenuti dai pazienti. Considerando sia la perdita di produttività sia i costi di trasporto, e assumendo una permanenza media pari a 8 ore per la formulazione EV e pari a 4 ore per la formulazione SC, il costo sociale annuale per paziente risulta pari a 472,51 € per la formulazione endovenosa e 199,86 € per quella sottocutanea, con una riduzione complessiva di 272,64 € (-58%) (Tabella 7).

 

Formulazione EV

Formulazione SC

Differenza (euro)

Differenza (%)

Costo del trasporto

127,08 €

84,72 €

-42,36 €

-33%

Mancata produttività

345,43 €

115,14 €

-230,28 €

-67%

Totale

472,51 €

199,86 €

-272,64 €

-58%

Tabella 7. Impatto sociale della formulazione sottocutanea di ocrelizumab

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Tale beneficio di natura sociale potrebbe risultare ancora maggiore, considerando che circa il 40% dei pazienti è accompagnato da un caregiver, con conseguente ulteriore riduzione dei costi indiretti correlati alla perdita di produttività.

Le percezioni dei professionisti

La valutazione qualitativa ha evidenziato una percezione favorevole nei confronti della formulazione SC rispetto a quella EV in tutte le dimensioni investigate (Tabelle 8, 9 e 10).

Per quanto riguarda la dimensione dell’equità (Tabella 8), la formulazione SC ha ottenuto un punteggio medio significativamente superiore rispetto alla formulazione EV (1,07 vs -0,26; p-value = 0,002). Le differenze più marcate sono emerse relativamente all’impatto sulle liste di attesa (1,89 vs -1,06; p-value < 0,001), all’accessibilità per i pazienti fragili o con limitazioni funzionali (1,00 vs -0,39; p-value < 0,001) e alla riduzione dei fattori che potrebbero limitare l’accesso alla terapia da parte di specifici gruppi di pazienti (1,28 vs -0,56; p-value < 0,001).

Dimensione dell’equità

Formulazione EV

Formulazione SC

p-value

Impatto della terapia sull’accessibilità sul territorio e nel contesto locale di riferimento

0,22

0,67

0,148

Impatto della terapia sull’accessibilità per pazienti fragili o con limitazioni funzionali (disabilità motoria, difficoltà negli spostamenti, distanza dal centro prescrittore)

-0,39

1,00

<0,001

Impatto della terapia sulle liste di attesa

-1,06

1,89

<0,001

Impatto della terapia sulla capacità di generare fenomeni di migrazione sanitaria in caso di utilizzo

0,11

1,17

0,001

Impatto della terapia sulla capacità di garantire continuità assistenziale ai pazienti

0,11

0,44

0,227

Esistenza di fattori che potrebbero impedire a un gruppo o a determinate persone di beneficiare della terapia

-0,56

1,28

<0,001

Valore medio della dimensione di equità

-0,26

1,07

0,002

Tabella 8. Percezioni dei professionisti sanitari sull’impatto della formulazione sottocutanea di ocrelizumab nella dimensione dell’equità

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Anche la dimensione sociale ed etica (Tabella 9) ha evidenziato una preferenza significativa per la formulazione SC (0,94 vs -0,16; p-value = 0,041). I maggiori benefici percepiti hanno riguardato la capacità della formulazione SC di preservare l’autonomia del paziente (1,89 vs -0,33; p-value < 0,001), di migliorarne la soddisfazione (2,00 vs -0,06; p-value < 0,001), la qualità di vita (1,83 vs 0,33; p-value < 0,001) e quella del caregiver (1,89 vs 0,00; p-value < 0,001). I professionisti hanno inoltre attribuito alla formulazione SC un impatto significativamente più favorevole sulla riduzione dei costi sociali (0,72 vs -0,94; p-value < 0,001), come già dimostrato all’interno dell’analisi quantitativa.

Dimensione sociale ed etica

Formulazione EV

Formulazione SC

p-value

Capacità della terapia di salvaguardare l’autonomia del paziente

-0,33

1,89

<0,001

Capacità della terapia di salvaguardare i diritti umani

0,00

0,06

0,331

Capacità della terapia di salvaguardare l’integrità umana

0,00

0,00

n.d

Capacità della terapia di assicurare dignità umana al paziente

0,00

0,00

n.d.

Capacità della terapia di salvaguardare credo e convinzioni religiose

0,00

0,00

n.d.

Impatto della terapia sui costi sociali

-0,94

0,72

<0,001

Impatto della terapia sulla produttività lavorativa del paziente

-1,11

1,11

<0,001

Impatto della terapia sulla produttività lavorativa del caregiver

-1,39

0,89

<0,001

I pazienti e la cittadinanza in generale possono avere un buon livello di comprensione della terapia

0,06

0,22

0,539

Impatto della terapia sulla soddisfazione del paziente

-0,06

2,00

<0,001

Impatto della terapia sulla qualità di vita del paziente

0,33

1,83

<0,001

Impatto della terapia sulla qualità di vita del caregiver

0,00

1,89

<0,001

Impatto della terapia sulla percezione del proprio stato di salute

0,56

1,22

0,072

Impatto della terapia sull’aderenza alla terapia da parte dei pazienti

0,61

1,33

0,119

Valore medio della dimensione sociale ed etica

-0,16

0,94

0,041

Tabella 9. Percezioni dei professionisti sanitari sull’impatto della formulazione sottocutanea di ocrelizumab nella dimensione sociale ed etica

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La dimensione organizzativa (Tabella 10) è risultata quella maggiormente influenzata dall’introduzione della formulazione SC (0,97 vs -0,54; p-value = 0,003). Le differenze più rilevanti hanno riguardato la programmazione delle agende ambulatoriali e del Day Hospital (2,17 vs -1,11; p-value < 0,001), la riduzione dell’occupazione delle poltrone destinate ai trattamenti infusionali (2,06 vs -1,61; p-value < 0,001), la diminuzione del tempo medio di trattamento (1,94 vs -1,00; p-value < 0,001) e del tempo complessivamente dedicato alla gestione del paziente (1,67 vs -0,83; p-value < 0,001). Valutazioni significativamente favorevoli sono state espresse anche relativamente al monitoraggio post-trattamento (1,17 vs -0,50; p-value < 0,001), ai processi di preparazione e gestione del farmaco (1,00 vs -0,67; p-value < 0,001), ai processi interni dell’Unità Operativa (1,06 vs -0,39; p-value < 0,001), nonché alla riduzione del fabbisogno di personale dedicato alla somministrazione (0,83 vs -0,44; p-value = 0,005). Al contrario, non sono emerse differenze significative relativamente alla necessità di formazione del personale (p-value = 0,413) e ai processi di collegamento tra Farmacia ospedaliera e Unità Operative (p-value = 0,122), suggerendo una sostanziale equivalenza delle due formulazioni rispetto a tali aspetti.

Dimensione organizzativa

Formulazione EV

Formulazione SC

p-value

Impatto della terapia sul fabbisogno di personale dedicato alla somministrazione

-0,44

0,83

0,005

Impatto della terapia sulla necessità di formazione del personale

-0,22

0,06

0,413

Impatto della terapia sul tempo complessivo dedicato alla gestione del paziente

-0,83

1,67

<0,001

Impatto della terapia sulla gestione del paziente per quello che concerne le visite di follow-up

0,00

0,50

0,038

Impatto della terapia sulla gestione del paziente per quello che concerne la gestione degli eventi avversi correlati

-0,67

0,11

0,047

Impatto della terapia sull’occupazione delle poltrone destinate ai trattamenti infusionali

-1,61

2,06

<0,001

Impatto della terapia sul monitoraggio del paziente, a seguito del trattamento

-0,50

1,17

<0,001

Impatto della terapia sulla programmazione delle agende ambulatoriali e del Day Hospital

-1,11

2,17

<0,001

Impatto della terapia sul tempo medio di trattamento

-1,00

1,94

<0,001

Impatto della terapia sulla necessità di nuovi spazi necessari

-0,72

0,94

<0,001

Impatto della terapia sulla necessità di nuovi arredi necessari

-0,28

0,28

0,009

Impatto della terapia sui processi interni all’Unità Operativa di riferimento

-0,39

1,06

<0,001

Impatto della terapia sui processi di acquisto dell’Azienda

-0,28

0,56

0,003

Impatto della terapia sui processi di collegamento tra Farmacia ospedaliera e Unità Operative

0,00

0,39

0,122

Impatto della terapia sui PDT e PDTA del paziente

0,06

0,83

0,008

Impatto della terapia sui processi di preparazione e gestione del farmaco

-0,67

1,00

<0,001

Valore medio della dimensione organizzativa

-0,54

0,97

0,003

Tabella 10. Percezioni dei professionisti sanitari sull’impatto della formulazione sottocutanea di ocrelizumab nella dimensione organizzativa

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Conclusioni

L’introduzione della formulazione SC di ocrelizumab rappresenta una innovazione che va oltre il mantenimento della sola efficacia clinica, estendendo il proprio potenziale alla dimensione economica, organizzativa e sociale. I risultati della presente valutazione multidimensionale, focalizzata sui soli aspetti di natura non clinica, evidenziano come la nuova modalità di somministrazione sia in grado di ottimizzare il percorso del paziente, determinando una riduzione delle risorse impiegate per la preparazione e la somministrazione della terapia, dei tempi dedicati dai professionisti sanitari e dell’occupazione delle postazioni destinate ai trattamenti infusionali.

Dal punto di vista economico, la formulazione SC determina un contenuto risparmio dei costi diretti sanitari che assume maggiore rilevanza se considerato insieme ai benefici organizzativi e ai costi indiretti sostenuti dai pazienti. La significativa riduzione del tempo di permanenza presso il centro clinico si traduce infatti in un minore impatto sulla produttività lavorativa e sui costi di trasporto, con potenziali ricadute positive anche per i caregiver.

SC ocrelizumab migliora l’allocazione delle risorse disponibili e l’organizzazione dei percorsi terapeutici

Le percezioni espresse dai professionisti sanitari risultano coerenti con le evidenze quantitative emerse dall’analisi, evidenziando una valutazione favorevole della formulazione SC, rafforzando inoltre la solidità delle evidenze prodotte e confermando come i benefici della nuova formulazione siano percepiti anche nella pratica clinica.

In linea generale, i risultati dell’analisi suggeriscono come la valutazione dell’innovazione terapeutica debba affiancare agli outcome clinici anche indicatori di sostenibilità economica, efficienza organizzativa, impatto sociale ed equità di accesso. In questo contesto, difatti, la formulazione SC di ocrelizumab rappresenta un’opportunità per contribuire all’evoluzione dei modelli assistenziali dedicati alla sclerosi multipla, favorendo una più appropriata allocazione delle risorse disponibili e una maggiore efficienza nell’organizzazione dei percorsi terapeutici.

In collaborazione con il gruppo di lavoro del Corso di Alta Formazione in Strumenti di HTA e governance del farmaco per la valutazione dei trattamenti neurologici – FARO della LIUC Business School, Università Cattaneo – LIUC: Lara Ahmad, Fabrizio Bassetta, Eleonora Castellana, Alessandra Cavallari, Giulia Chiodelli, Raffaella Clerici, Nicola De Rossi, Anita Ferrari, Serena Gallo Cassarino, Luisa Gervasio, Stefano Gipponi, Giulia Handschin, Patrizia Imparato, Elena Mazzoli, Rossella Puzziferri, Marika Radici, Marta Rivelli, Maria Sessa, Massimo Suardelli, Elena Pinuccia Verrengia, Arianna Viti.

Bibliografia

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