Twitter è stato il canale più utilizzato per screditare le misure anti-Covid. Perché proprio questo social media? E cosa hanno fatto le fonti istituzionali per contrastare la disinformazione continua? Risponde Fidelia Cascini, docente di Igiene e Sanità pubblica all’Università Cattolica e referente esperta di Sanità Digitale presso il Ministero della Salute
Diretta Live con Daniele Coen (Medico d’urgenza, per quindici anni direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda di Milano; divulgatore scientifico) e Nefeli Gribaudi (Avvocata del Foro di Milano, esperta in responsabilità sanitaria e comunicazione)
Schermi sempre accesi e l'era delle virostar: va in onda il divorzio fra scienza e società. È la pandemia fotografata dalla diciottesima edizione dell’Annuario Scienza Tecnologia e Società del centro di ricerca indipendente Observa. Intervista al il presidente di Observa Giuseppe Pellegrini
Occorre apprendere dagli insegnamenti offerti dalla pandemia, che ha definitivamente messo in evidenza l’importanza della continuità e qualità della comunicazione e degli aspetti umani e relazionali della cura
L’ecosistema dei servizi sanitari sta cambiando, e sono numerosi gli attori interessati a questa rivoluzione. Tra questi, i big player della Rete (Google, Amazon...), che non appartengono al mondo sanitario ma sono intenzionati a farne parte e che potrebbero cambiare le regole del gioco.
La disinformazione online rappresenta un serio rischio per la salute della popolazione. I costi sociali ed economici potrebbero essere devastanti. Le istituzioni, l’Ue in particolare, stanno prendendo misure per responsabilizzare i cittadini e le piattaforme online. Ma la strada è lunga e il virus della disinformazione è potente.
Uno studio internazionale, condotto in Italia, Francia e Grecia, ha indagato, per il secondo anno consecutivo, su quali siano i fattori in grado di determinare, agli occhi dei pazienti, il “successo” in ambito sanitario. Il fattore umano si conferma un elemento chiave, che deve però trovare ancora un suo equilibrio con la rivoluzione tecnologica in atto.