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Margiotta (Farmaciste Insieme): “La priorità per il farmacista è esserci”

Prosegue con questa intervista la rubrica di colloqui con i membri del Tavolo Tecnico per lo studio delle criticità emergenti dall’attuazione del Regolamento dell’assistenza ospedaliera (DM70) e dall’attuazione del Regolamento dell’assistenza territoriale (DM77)

Angela Margiotta

“Il Tavolo è formato da 52 membri, di cui 24 donne: una presenza giusta perché, come sappiamo dagli ultimi dati Istat, il 70% del personale sanitario è formato da donne”. Così esordisce Angela Margiotta, Presidente Nazionale di Farmaciste Insieme, interpellata all’indomani della prima riunione del Tavolo del 20 luglio scorso: “Alla luce della composizione estesa del consesso, è fondamentale per me sottolineare sia l’obiettivo di un impegno comune che del lavoro di rete. Un concetto, quello di rete, che è nel Dna della nostra categoria: gli anni dell’emergenza Covid ci hanno dimostrato come la capillarità della presenza dei farmacisti abbia confermato la farmacia come presidio fondamentale di prossimità”.

L’associazione Farmaciste Insieme è nata otto anni fa dalla volontà di tre farmaciste di dare vita a una realtà che avesse cura dei cittadini e che scendesse in campo con iniziative nel sociale, con particolare attenzione al femminile, come nel caso del Progetto Mimosa, campagna in favore delle donne vittime di violenza domestica. “Attualmente stiamo collaborando all’importante campagna di sensibilizzazione sul tumore ovarico Conosciamoci, consapevolmente, promossa da Loto Odv con Federfarma – spiega Margiotta -. Il tumore ovarico è un killer silenzioso che colpisce ogni anno in Italia circa 5mila donne, ma insieme possiamo combatterlo. È silenzioso nel senso che purtroppo è una malattia difficile da diagnosticare in fase precoce, in quanto può manifestarsi con sintomi generici, simili a quelli di altre patologie, quali ad esempio: gonfiore addominale persistente, perdita di appetito, senso di pienezza poco dopo l’inizio del pasto, dolore pelvico/addominale, necessità di urinare frequentemente. Per questo viene spesso individuato quando ormai è troppo tardi: ecco quindi il ruolo centrale della prevenzione.

I farmacisti, soprattutto negli ultimi anni emergenziali, si sono rivelati un prezioso alleato dell’informazione e della prevenzione

I farmacisti, soprattutto negli ultimi anni emergenziali, si sono rivelati un prezioso alleato dell’informazione e della prevenzione in virtù della capillarità della distribuzione e del contatto ravvicinato con i cittadini. Inoltre, l’indotto prevalente delle farmacie sono proprio le donne: quale luogo migliore per sensibilizzarle sull’importanza di sottoporsi a regolari controlli ginecologici”.

L’altro grande obiettivo del progetto è di portare all’attenzione delle istituzioni la necessità di poter accedere alle opportunità terapeutiche in modo uniforme sul territorio nazionale, superando il gap delle diseguaglianze sanitarie ancora presenti nel nostro Paese.

Il progetto pilota, realizzato appunto in collaborazione con Farmaciste Insieme, è stato attuato in tre città campione: Roma, Napoli e Rovigo, dall’inizio di marzo alla fine di maggio 2023. In queste province i farmacisti, opportunamente formati attraverso un corso FAD, sono stati coinvolti in attività volte ad offrire alle donne un concreto supporto di ascolto, aiuto, orientamento.

L’altro impegno principale del sodalizio è il Campus della Salute: l’Università Federico II e l’Università Vanvitelli, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli, insieme a numerose strutture private e all’associazione Farmaciste Insieme, da anni mettono in piedi periodicamente il più grande ospedale da campo realizzato sul lungomare di Napoli, garantendo la possibilità di migliaia di visite in tutte le principali specialistiche mediche, dall’endocrinologia alla neurologia, dall’oncologia alla nefrologia.

Il farmacista fa da front office e da primo operatore sanitario, che è poi quello che facciamo nella vita quotidiana

“Nell’ambito di questa iniziativa, che al momento è napoletana ma speriamo possa diventare nazionale, nelle giornate di Campus ci occupiamo della misurazione della glicemia, della pressione e della redazione di una scheda con altezza e peso che precedono l’accesso alle visite – commenta Margiotta -. Il farmacista fa quindi da front office e da primo operatore sanitario, che è poi quello che facciamo nella vita quotidiana, tanto più in zone in cui c’è una forte carenza di medici di medicina generale come il Sud”.

Qual è quindi in questa fase la priorità per i farmacisti? “Esserci. Siamo 19mila in tutta Italia: una luce sempre accesa“.

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AVIS: importante integrare il Fascicolo Sanitario Elettronico con la donazione di sangue e plasma

Nel nuovo Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) sarà importante inserire tutte le informazioni sulla donazione di sangue e plasma dei cittadini. A sottolinearlo è AVIS, la più grande associazione di donatori italiana, che ha diramato una sua nota a seguito del parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni allo schema di decreto del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti.

“Accogliamo con favore la volontà di riformare il Fascicolo Sanitario Elettronico”, ha commentato il Presidente nazionale di AVIS, Gianpietro Briola. “Siamo tuttavia concordi con la raccomandazione emanata dalla Conferenza Stato-Regioni di intervenire per ampliare i contenuti del fascicolo stesso.

Auspichiamo che la donazione di sangue e plasma venga presto inclusa, così come è già stato fatto per quella di organi. Riteniamo importante, infatti, che anche i dati del sistema di raccolta sangue vengano integrati come informazioni essenziali tra i documenti del FSE, sia a supporto delle figure professionali del Sistema Sanitario Nazionale sia in un’ottica di semplificazione e agevolazione dei servizi offerti ai cittadini, come la ricerca dei centri di raccolta e la prenotazione delle donazioni”.

Il nuovo fascicolo entrerà in vigore con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale e conterrà i dati identificativi e amministrativi del cittadino, i referti e verbali di pronto soccorso, le lettere di dimissione, la sua storia clinica, le prescrizioni specialistiche e farmaceutiche e altri documenti quali, tra gli altri, cartelle cliniche e vaccinazioni.

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La Pediatria di Famiglia a colloquio con il Ministro Schillaci per il rilancio delle Cure Primarie sul territorio

“Desidero esprimere un sincero ringraziamento al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per il dialogo aperto e collaborativo avviato con la Pediatria di Famiglia, e per aver ascoltato le nostre proposte per il rafforzamento delle Cure Primarie sul territorio, di cui la Pediatria di Famiglia rappresenta un pilastro fondamentale. Ho apprezzato la particolare attenzione e la sensibilità del Ministro nei confronti del nostro lavoro di Pediatri di Famiglia, basato sul rapporto fiduciario e continuativo con le famiglie, che inizia dal giorno della prima visita e prosegue per tutto l’arco della crescita e dello sviluppo del bambino, rappresentando un elemento irrinunciabile che contraddistingue la Pediatria nell’ambito delle Cure Primarie”, ha commentato Antonio D’Avino, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), che ha incontrato il Ministro Schillaci insieme ai rappresentanti della Medicina Generale e della Medicina Ambulatoriale.

“Insieme al Ministro, abbiamo convenuto sulla necessità di investire sulla prossimità e sulla capillarità della Rete delle cure pediatriche primarie, nell’interesse della salute dei bambini e degli adolescenti che abbiamo in cura e delle loro famiglie. Rinnoviamo la nostra piena disponibilità a individuare le migliori strategie per un rinnovamento della sanità sul territorio. Ma questa riforma – conclude D’Avino – non può prescindere dalla salvaguardia del rapporto fiduciario che ci lega alle migliaia di famiglie italiane che scelgono il proprio Pediatra di Famiglia a garanzia di una continuità di presa in carico, dalla culla fino all’adolescenza, a tutela della salute e del benessere complessivo dei bambini di oggi, che rappresentano il 100% degli adulti di domani”.

Nuovo Piano vaccinale, via libera in Stato-Regioni

Armonizzazione delle strategie vaccinali, superando le differenze tra Regioni nell’offerta vaccinale per garantire una maggiore equità secondo i più elevati standard; promozione, sotto il coordinamento dei dipartimenti di prevenzione e dei centri vaccinali territoriali, della vaccinazione attraverso reti professionali di MMG e specialisti, assicurando in tal modo la presa in carico vaccinale dei pazienti cronici e/o fragili da parte dei centri specialistici che li hanno in cura per la malattia di base.

E ancora predisposizione del Calendario vaccinale come documento distinto e, pertanto, facilmente aggiornabile in base ai futuri scenari epidemiologici, alle evidenze scientifiche e alle innovazioni in campo biomedico.

Sono alcune delle principali novità previste dal Piano Nazionale Vaccini 2023-2025 che oggi ha avuto il via libera in Conferenza Stato Regioni.

Il documento individua, tra le finalità da raggiungere nel triennio, azioni concrete e strategie efficaci al fine di incrementare le coperture vaccinali soprattutto nei soggetti ad alto rischio di patologia, rafforzando la Governance, Reti e percorsi di prevenzione vaccinale, nonché attraverso l’adozione di una visione proattiva e di un approccio centrato sulle esigenze del cittadino.

Obiettivi del PNPV 2023-2025 sono:

  • Mantenere lo status polio-free
  • Raggiungere e mantenere l’eliminazione di morbillo e rosolia
  • Rafforzare la prevenzione del cancro della cervice uterina e delle altre malattie HPV correlate
  • Raggiungere e mantenere le coperture vaccinali target rafforzando Governance, Reti e percorsi di prevenzione vaccinale
  • Promuovere interventi vaccinali nei gruppi di popolazione ad alto rischio per patologia, favorendo un approccio centrato sulle esigenze del cittadino/paziente
  • Ridurre le diseguaglianze e prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e/o con bassa copertura vaccinale
  • Completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali regionali e mettere a regime l’anagrafe vaccinale nazionale
  • Migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili da vaccino ·
  • Rafforzare la comunicazione in campo vaccinale
  • Promuovere nei professionisti sanitari la cultura delle vaccinazioni e la formazione in vaccinologia

Fimmg: “Un potente strumento di salute nelle mani dei medici di medicina generale”

“Un’ottima notizia, perché il Piano è un potente strumento di salute nelle mani dei medici di medicina generale”. Silvestro Scotti, Segretario Generale Fimmg, commenta con favore l’adozione in Conferenza Stato Regioni del Piano nazionale vaccini. La misura, da tempo auspicata dalla medicina generale, è arrivata nella seduta odierna della Conferenza Stato Regioni. Da sempre impegnati nella promozione delle vaccinazioni quali fondamentali strumenti di salute pubblica, i medici di medicina generale avranno indicazioni più aggiornate per la prevenzione vaccinale. “La tragedia del Covid – aggiunge Scotti – ha insegnato molto sull’importanza della prevenzione, riportando al centro del dibattito il ruolo centrale della somministrazione capillare delle vaccinazioni. Temi che, come medici di medicina generale, sosteniamo da sempre e sui quali speriamo di trovare sempre maggior sostegno”.

Tra le diverse novità proposte c’è la riorganizzazione dei servizi vaccinali in funzione dei punti deboli sino ad ora rilevati: la disomogeneità tra le procedure e l’offerta vaccinale in ogni Regione; il mancato raggiungimento dei valori target delle coperture vaccinali o le difformità nell’organizzazione e gestione del processo vaccinale (inclusa la registrazione delle vaccinazioni effettuate sul territorio nazionale). Le novità proposte trovano nella medicina generale una grande valorizzazione, anche grazie alla capillarità dell’offerta assistenziale. “Aver separato il Piano nazionale vaccini dal Calendario vaccinale è un bene”, dice Tommasa Maio, responsabile Area Vaccini Fimmg. “Il Piano è ora determinato come un documento distinto e, quindi, facilmente aggiornabile in base ai futuri scenari epidemiologici, alle evidenze scientifiche e alle innovazioni che verranno. Le vaccinazioni sono fondamentali per tutelare, sia direttamente che indirettamente, la salute dei pazienti fragili e con patologie croniche. In questo senso, la medicina genare è in grado di offrire una personalizzazione delle cure legata alla profonda conoscenza della storia clinica di ogni paziente, riuscendo ad ottenere – in forza di un consolidato rapporto fiduciario, alti livelli di adesione ai vaccini. Da parte nostra – conclude Maio – voglio sottolineare la disponibilità ad una fattiva collaborazione con i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL per concorrere al raggiungimento degli obiettivi del Piano”.

Come l’HTA può guidare le scelte regionali di politica sanitaria

In questo periodo la sanità italiana è al centro di importanti riforme e ripensamenti. Uno strumento come l’Health Technology Assessment può essere utile in questo contesto? Perché e per ottenere quali risultati? Quali esperienze sono già attive nelle diverse realtà?

Ne parliamo con Paolo Petralia, Direttore Generale ASL4 Liguria e Vicepresidente nazionale vicario FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere).

Per approfondire

Borromei (Fnomceo): “La burocrazia va a discapito del tempo di cura”

Prosegue con questa intervista la rubrica di colloqui con i membri del Tavolo Tecnico per lo studio delle criticità emergenti dall’attuazione del Regolamento dell’assistenza ospedaliera (DM70) e dall’attuazione del Regolamento dell’assistenza territoriale (DM77)

Criticità peculiari del Dm 70 o del Dm 77, ma anche problemi comuni: su tutte, il carico burocratico che grava sui medici ospedalieri e del territorio, a discapito del tempo da dedicare al paziente. Il punto con il presidente dell’Ordine dei Medici di Ancona Fulvio Borromei, che siede al Tavolo in rappresentanza della Federazione nazionale degli ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO). Un contributo che, sottolinea, porterà alla luce della sua esperienza come medico “in trincea”: oltre quarant’anni di servizio come medico di medicina generale, dell’emergenza-urgenza e nelle cure palliative.

Quali sono a suo parere le principali criticità del Dm 70/2015 sugli standard dell’assistenza ospedaliera?

La riflessione prioritaria che tengo a stimolare riguarda l’organizzazione del lavoro, che è estremamente importante perché deve sottendere a liberare il più possibile il tempo clinico del medico, cioè il tempo di cura. Il medico ospedaliero in tutte le vesti si è visto negli anni portar via il tempo di cura da incarichi burocratici, lacci e lacciuoli che non dovrebbero ricadere su di lui: è come se un ricercatore non avesse il tempo di studiare.

Mi capita di lanciare una provocazione, che però tale non è: se non ha più tempo di fare il medico, il medico perderà la sua efficacia professionale. Quindi, tutta l’organizzazione del lavoro deve essere proiettata a questo: tempo clinico e di cura.

La professione nel tempo ha perso attrattività nel nostro Paese

Un secondo punto centrale è che la nostra professione nel tempo ha perso attrattività in Italia. Il disagio che il medico vive sul posto di lavoro è diventato così rilevante che fare il medico non è più attrattivo e i medici giovani se ne vogliono andare: il medico, che storicamente è uno stakanovista, si allontana e quando lo fa è sollevato, si sente libero da una zavorra. Nessuna organizzazione del lavoro seria può avvenire se non tiene in considerazione gli aspetti psicologici e relazionali del medico e il disagio che lo affligge.

Terzo: la conflittualità, che ha raggiunto estremi impensabili. Chiediamoci: i chirurghi, i medici del pronto soccorso e del 118, quelli più esposti agli attacchi, alle osservazioni e alle recriminazioni sul loro operato, come vanno al lavoro? Tant’è che c’è una grave carenza di questi professionisti.

Un ulteriore aspetto secondo me importante è che il medico non fa più carriera, ma che professionista è quello che non ha prospettive di carriera? Carriera non significa solo ambizione e desiderio di raggiungere un grado di potere rilevante, ma, nel tempo, poter modulare le proprie competenze dedicandosi a questioni più complesse ed essere tutor di altri professionisti in crescita.

Ancora, c’è il discorso del rapporto intraprofessionale e interprofessionale. Al Tavolo tecnico, così come nel lavoro di tutti i giorni, dobbiamo essere in grado di fare progetti insieme, nel rispetto del ruolo, delle abilità e del curriculum delle diverse professioni, nell’interesse nostro e del paziente.

E il Dm 77/2022 sugli standard dell’assistenza territoriale?

Il medico di medicina generale, che è il più prossimo al paziente, è anche il più trascurato

Territorio, questo sconosciuto. Su questo fronte finora non è stato fatto un granché. Andando nelle specifico delle criticità che possiamo elencare, partiamo da questa: tra le potenzialità del territorio, la più importante è il rapporto medico-paziente e in primis la relazione del medico di medicina generale (Mmg) con il paziente. Tra i medici, questo è il più vicino al malato e anche il più trascurato. Negli anni ci siamo trovati a ragionare su formule che dovevano essere applicate di noi ma venivano attinte da altri Paesi dopo uno studio su un sistema piuttosto che un altro. Invece, secondo me, dovremmo partire dall’analisi di chi nel territorio ci lavora, perché il rapporto fiduciario medico-paziente che esiste nella dimensione del territorio deve essere tutelato.

La riforma che viene proposta, anche sulla base della spinta del PNRR, deve essere ben progettata, perché se vogliamo costruire delle Case della Salute che possano davvero avere un ruolo, questo non deve essere fatto a discapito del rapporto medico-paziente. Ciò va sottolineato anche perché quando si lavora sulle criticità non bisogna dimenticare le cose che funzionano. Tra queste resiste, nonostante si possa sostenere che per varie ragioni nell’arco degli ultimi dieci anni sia calato, il rapporto fra medico di medicina generale e paziente.

Torno poi a ripetere che sia sui medici dell’ospedale che del territorio nel tempo sono ricaduti compiti e funzioni cui nemmeno grazie ai sistemi avanzati informatici e al personale di studio riusciamo a tenere testa: una serie di richieste di tipo burocratico che anche a che opera sul territorio toglie tempo clinico. Un importante filo conduttore che pesa sia sull’ospedale che sul territorio.

Oggi il vero lavoro si può fare solo in équipe

Un altro aspetto per me cruciale è che come si instaura un legame con il medico di medicina generale, servirebbe anche uno specialista di fiducia, e che questo dovrebbe lavorare in collaborazione con il Mmg, con l’infermiere, lo psicologo, il fisioterapista di fiducia. Ecco che vengo a delineare la mia idea di lavoro in équipe, perché oggi il vero lavoro si fa in équipe e su questo ho anche una solida esperienza da mutuare come palliativista.

Tutte queste istanze si sommano nell’esigenza di una migliore assistenza: a rischio c’è la nostra salute.

Salute, Schillaci: “Fascicolo sanitario elettronico e Piano vaccinale due risultati importanti”

“Abbiamo segnato due importanti risultati oggi con il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni al decreto sul Fascicolo Sanitario Elettronico e al Piano vaccinale 2023-2025. Si tratta di due provvedimenti rilevanti su cui ci siamo impegnati con la fattiva collaborazione delle Regioni – dichiara il Ministro della Salute, Orazio Schillaci -. Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 rappresenta un significativo passo in avanti nella digitalizzazione dei dati sanitari, obiettivo tra i più rilevanti del PNRR, e verso una nuova visione della sanità in cui l’innovazione tecnologica contribuisce al potenziamento dell’assistenza territoriale e al superamento delle disuguaglianze.

Con il nuovo Piano vaccinale 2023-2025 vogliamo superare le disomogeneità e promuovere una diffusa capillarità dei punti vaccinali e una maggiore proattività per raggiungere gruppi di popolazione ad alto rischio o difficilmente raggiungibili. Si tratta inoltre di un Piano più flessibile e aperto all’innovazione: il Calendario vaccinale, sganciato dal Piano, potrà essere aggiornato più facilmente sulla base delle evidenze disponibili. In questo modo sarà possibile introdurre e valutare eventuali innovazioni in tempi più rapidi. Sono sicuro che il Piano contribuirà ad armonizzare le strategie vaccinali assicurando a tutti i cittadini misure di protezione e immunizzazione più accessibili ed efficaci”.

Per approfondire

“Mano alla Mano” per massimizzare il senso del tatto

Il tatto è un senso fondamentale per la nostra sopravvivenza, è diffuso su tutta la pelle e ci permette di giudicare il mondo. Lavorare ad una realtà virtuale tattile, per riprodurre un tatto con un sistema artificiale riducendo al massimo il numero di risorse e sensori è la sfida di PERCEIVING (Optimally designed haPtic systEms foR multi-Cue sEnsing and delIVery: foundatIons and techNoloGies). Ad oggi, le interfacce e i sensori che vengono utilizzati per restituire e acquisire l’informazione tattile nell’interazione avanzata uomo-macchina e in robotica presentano grandi limiti sia in termini della qualità e quantità di stimoli che riescono a catturare. Si pensi a quanto potrebbe essere ricca l’esperienza di interagire con il contenuto digitale del nostro smartphone, controllare una mano robotica in teleoperazione od essere immersi in una realtà aumentata se potessimo avere accesso a tutte le informazioni che comunemente riusciamo a percepire mediante il nostro tatto.

“In PERCEIVING – dice il coordinatore del progetto, Professor Matteo Bianchi– , intendo proporre un approccio innovativo alla modellazione del tatto umano, sfruttando tutti quei meccanismi che gli esseri umani utilizzano per semplificare il processamento dell’immenso numero di input sensoriali tattili. Si pensi – continua Bianchi – che la mano umana ha circa 12000 fibre per portare l’informazione dalla periferia al sistema nervoso centrale, ma la nostra percezione spazio-temporale degli oggetti che tocchiamo è quadridimensionale. Tra questi meccanismi ci sono i cosiddetti Descrittori Aptici o Invarianti, che sono quantità fisiche misurabili che sfruttiamo per risalire alle proprietà tattili degli oggetti, come la crescita dell’area di contatto per capirne la morbidezza. Quello che vorrei fare è caratterizzare questi Descrittori, studiarne le correlazioni e trovare un alfabeto basso dimensionale per caratterizzare la percezione delle principali caratteristiche tattili.”

Questo alfabeto verrà utilizzato per progettare un sistema indossabile per la restituzione di queste proprietà e, più precisamente, di un guanto sensorizzato per donare un’esperienza il più possibile completa dal punto di vista del senso del tatto nell’interazione con il mondo che ci circonda, il tutto minimizzando la complessità e il numero degli attuatori e dei sensori utilizzati per la costruzione di questi sistemi. In particolare, l’interfaccia per la restituzione degli stimoli tattili utilizzerà materiali meccanicamente trasparenti, che permetteranno un’implementazione del paradigma del “sentire attraverso” – l’analogo del “vedere attraverso” in visione – per la realtà aumentata. Si potranno quindi toccare oggetti reali ma manipolarne le loro caratteristiche tattili. I sistemi che verranno sviluppati da Professor Bianchi e la sua squadra, avranno un impatto significativo in tutti gli ambiti dell’interazione uomo-macchina, in particolare nella realtà aumentata e virtuale e nella telerobotica, ma anche nella robotica autonoma o per migliorare l’accessibilità del contenuto digitale a persone non vedenti.

Il Professor Matteo Bianchi è 2021 Vice-Coordinatore della Laurea Magistrale in Robotica e Ingegneria dell’Automazione dell’Università di Pisa. Dal 2015 al 2023 è stato affiliato di ricerca clinica presso la Mayo Clinic (Rochester, USA). È stato inoltre copresidente del comitato tecnico RAS su Robot Hands, Grasping and Manipulation (2017-2022) e vicepresidente per l’informazione e la diffusione del comitato tecnico RAS sull’aptica (2018-2021).

Rinnovo contratto medici: si riprende a settembre. I commenti di Anaao e Cimo

“Al di là delle polemiche degli ultimi giorni, la trattativa per il rinnovo contrattuale dei medici, dirigenti sanitari e veterinari prosegue” commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio al termine dell’ultima seduta prima della pausa estiva.

“Oggi abbiamo registrato un clima di collaborazione e di apertura da parte dell’Aran che ci ha consentito di analizzare i punti del contratto fino ad ora non approfonditi e di ribadire i punti cardini dell’Anaao Assomed rispetto ai quali la nostra posizione non cambia:

  • orario di lavoro
  • guardie e reperibilità
  • corretta distribuzione dei fondi
  • relazioni sindacali/maggioranze periferiche
  • formazione e aggiornamento.

I lavori riprendono il 5 settembre e noi – conclude Di Silverio – continuiamo a lavorare per trovare soluzioni utili a migliorare le condizioni di lavoro di 130.000 medici, dirigenti sanitari e veterinari. Il nostro obiettivo è chiaro, la nostra azione coerente”.

Contratto medici, ottimo risultato per CIMO-FESMED

La firma del contratto dei medici, veterinari e dirigenti sanitari 2019-2021 è rimandata al prossimo autunno, ma la strada per il rinnovo si fa meno ripida. Si è svolto infatti questa mattina, in un clima di reciproca cordialità e disponibilità, un nuovo incontro in Aran nel corso del quale sono stati ottenuti dei risultati ritenuti sostanziali da CIMO e FESMED: l’eliminazione degli articoli sul servizio fuori sede e sulla trasferta, estremamente pericolosi per la qualità della vita dei professionisti; un miglioramento notevole del patrocinio legale, per il quale non sarà più necessario il gradimento dell’azienda; una valutazione, attraverso il confronto regionale, della disposizione relativa al numero di posti letto per ciascuna guardia.

“Nonostante rimanga irrisolto, e non affrontato oggi, il problema dell’orario di lavoro e del numero massimo di guardie e pronte disponibilità mensili, attendiamo con ansia il nuovo testo, che dovrebbe includere le novità annunciate dal Presidente Aran Antonio Naddeo – dichiara Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED -. Abbiamo intrapreso un percorso molto produttivo, che conferma come il non voler concludere subito, a tutti i costi, la trattativa fosse una posizione corretta e abbia iniziato a dare i suoi frutti. L’obiettivo delle delegazioni CIMO e FESMED sedute al tavolo continuerà ad essere, fino al termine del confronto, il miglioramento della qualità della vita dei medici e della sicurezza delle cure per i pazienti”, conclude.

Il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 entra in fase operativa

Entra nella fase operativa il Fascicolo Sanitario elettronico 2.0. Lo schema di decreto del Ministro della Salute e del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’innovazione tecnologica, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ha avuto oggi parere favorevole dalla Conferenza Stato-Regioni ed entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il decreto individua i contenuti del Fascicolo, i limiti di responsabilità e i compiti dei soggetti che concorrono alla sua implementazione, le garanzie e le misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali nel rispetto dei diritti dell’assistito, nonché le modalità e i livelli diversificati di accesso e si compone di tre allegati tecnici.

In particolare, all’interno del FSE saranno contenuti i dati identificativi e amministrativi del cittadino, i referti e verbali di pronto soccorso, le lettere di dimissione, il profilo sanitario sintetico (ossia il documento socio-sanitario informatico redatto e aggiornato dal medico di medicina generale o dal pediatria di libera scelta che riassume la storia clinica dell’assistito e la sua situazione corrente conosciuta), le prescrizioni specialistiche e farmaceutiche e altri documenti quali, tra gli altri, cartelle cliniche, vaccinazioni e dati delle tessere per i portatori di impianto.

Il nuovo FSE risponde alle esigenze dei cittadini che potranno consultare dati clinici, accedere a prestazioni di telemedicina, emergenza-urgenza ed erogazione farmaci, prenotare prestazioni sanitarie. Il cittadino avrà il diritto di accedere al “Taccuino personale”, sezione riservata del FSE dove potrà inserire, modificare ed eliminare i dati e i documenti personali relativi ai propri percorsi di cura.

Consentirà ai medici di medicina generale, pediatri e medici specialisti di consultare e analizzare i dati clinici degli assistiti a supporto delle attività di diagnosi e cura, per la valutazione preventiva dell’appropriatezza prescrittiva e il monitoraggio dell’aderenza alle cure del paziente, per la prevenzione primaria e secondaria e la prenotazione di prestazioni per i propri assistiti.

Sarà uno strumento utile anche alle attività dei farmacisti, tra cui la distribuzione di farmaci e la verifica della terapia erogata, la registrazione e segnalazione di allergie e reazioni avverse ai farmaci; degli infermieri e di altri professionisti sanitari per la ricerca e consultazione dei dati clinici degli assistiti di cui seguono la cura; delle Direzioni Sanitarie Regionali, nell’ambito delle attività di prevenzione e programmazione sanitaria e degli enti di ricerca per supportare le attività di ricerca in campo medico e biomedico.

L’alimentazione del FSE sarà garantita dalle ASL, dalle strutture sanitarie pubbliche e accreditate del Servizio sanitario nazionale e dei servizi socio-sanitari regionali e dai Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante (SASN), nonché dalle strutture sanitarie autorizzate e dai professionisti sanitari, anche convenzionati con il SSN, quando operano in autonomia. L’interoperabilità del Fascicolo sanitario elettronico, qualora l’assistito debba rivolgersi a strutture sanitarie di regioni diverse da quella di assistenza, è garantita dall’Infrastruttura nazionale per l’interoperabilità fra i FSE (INI).

La Conferenza Stato-Regioni ha dato parere favorevole anche sui flussi informativi “Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza riabilitativa” (SIAR), “Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dai consultori familiari” (SICOF) e “Sistema informativo per il monitoraggio dell’Assistenza Domiciliare” (SIAD) che sono strettamente collegati e di importanza strategica per l’alimentazione del FSE.

Infine, è stato diramato alle Regioni il decreto di programmazione di parte dei 750 milioni di euro per la realizzazione dei servizi di telemedicina collegati, investimento di cui AGENAS è il soggetto attuatore e per il quale è previsto il raggiungimento del target europeo entro dicembre 2023.