Dall’esigenza di avere a disposizione dati comparabili e completi alle partnership fra pubblico e privato, dalla necessità di un maggiore coordinamento tra Stati membri a quella di combattere la disinformazione. Sono alcuni dei punti delineati dalla Commissione Europea in un documento che sintetizza le prime 10 lezioni del Covid-19 per la politica di salute pubblica nell’Unione.
La formazione dei professionisti sulle dinamiche che legano salute e migrazione è un processo complesso che richiede conoscenze metodologiche specifiche e un approccio multidisciplinare. Il Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità e il Dipartimento Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza sono tra i partner del progetto europeo TRAIN4M&H, che ha affrontato questo tema.
Una disciplina complessa, in continua evoluzione: gli appalti e le gare in sanità sono un tema delicato e articolato, che richiede a chi se ne occupa un continuo aggiornamento. Come è stata affrontata a livello di Unione la questione durante la pandemia? Quali sono le principali difficoltà? Ne abbiamo parlato con Paolo Patrito, ricercatore in diritto amministrativo dell’Università di Torino.
La corsa all’approvvigionamento di apparecchiature, mascherine e vaccini, durante la pandemia, ha reso ancora più evidente la centralità del tema della circolazione dei farmaci e dei dispositivi in Europa. Cosa prevede la normativa? Come ha reagito la Commissione europea all’emergenza? Risponde Stefano Montaldo, docente di Diritto dell’Unione Europea all’Università degli Studi di Torino.
Nel processo di integrazione fra gli Stati membri dell’Unione, la circolazione dei pazienti è una questione delicata: da quali esigenze è nata l’attuale disciplina e cosa prevede? Che cosa è cambiato con la Brexit e quali sono gli scenari per il futuro? Abbiamo approfondito l’argomento con Stefano Montaldo, docente di Diritto dell’Unione Europea all’Università degli Studi di Torino.
La risoluzione del Parlamento UE del 17 settembre 2020 raccomanda, tra l’altro, alcune misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento evidenziando la necessità di estendere anche nella fornitura dei farmaci l’utilizzo dei criteri qualitativi.
Il Regolamento UE Dispositivi Medici 2017/745 prevede importanti cambiamenti in termini di responsabilità di controllo sulla produzione e sulla commercializzazione dei dispositivi da parte delle aziende e dei distributori. Una breve sintesi, con il commento dell’Avvocato Silvia Stefanelli e di Fernanda Gellona, Direttore Generale Confindustria Dispositivi Medici.
Con il cosiddetto “SPC manufacturing waiver” le aziende con sede in UE potranno avviare la produzione di un farmaco generico o biosimilare durante gli ulteriori 5 anni di copertura brevettuale, ma solo per l’export verso un Paese extra-UE dove il farmaco non sia coperto dal brevetto e per stoccarlo negli ultimi 6 mesi di validità dell’SPC e immetterlo in commercio il giorno dopo la scadenza brevettuale in UE (“Day-1 Launch”).
Il 2018 ha visto un incremento del numero di biosimilari approvati e la scadenza di brevetti su alcuni prodotti “maggiori” che hanno permesso l’approvazione, e in alcuni casi l’ingresso sul mercato, di nuovi biosimilari.
Il Medicinrådet, il consiglio danese che si occupa di valutare l’introduzione di nuovi farmaci ospedalieri e di verificare la consistenza dei benefici per i...